Storie di emigrazione e d’anarchia

Di Ezio Taddei (1895-1956), scrittore livornese, anarchico e antifascista, si conosce poco, visto che i suoi libri non sono stati ristampati. Basti pensare che quella che è considerata la sua opera più importante, “Il pino e la rufola”, uscito originariamente nel 1945 negli Stati Uniti con il titolo “The Pine Tree and the Mole”, è stato pubblicato in Italia solo nel 2004 grazie alla casa editrice Spoon River di Torino.
Taddei ha avuto una vita avventurosa (si rimanda a: http://it.wikipedia.org/wiki/Ezio_Taddei), fatta di prigionia nelle carceri fasciste, di emigrazione negli USA, di impegno sociale accanto ai diseredati.
Esiste una biografia scritta da Domenico Javarone (Vita di scrittore (Ezio Taddei), Macchia Ed.,  1958), che racconta le mille traversie che Taddei ha dovuto affrontare nella sua travagliata esistenza.
Proprio Javarone racconta della militanza anarchica di Taddei negli USA e della stretta collaborazione con Carlo Tresca, editore del giornale anarchico Il Martello, ed impegnato attivamente nel cercare di fermare i tentativi da parte di Benito Mussolini di organizzare gli immigrati italiani in gruppi di appoggio al Fascismo.
Pare che proprio questo sia stato il motivo per cui nel 1943 Tresca venne assassinato. Un omicidio questo sul quale Taddei svolse una sua personale indagine dove individuava come responsabili i mafiosi Carmine Galante e Frank Garofolo, ipotizzando un mandato diretto di Mussolini. (l’inchiesta di Taddei sul caso Tresca è stata ristampata nel 2006 dalle EdizioniIl Grappolo).
Nel suo libro, raccogliendo la testimonianza di Taddei, Javarone descrive la scena dell’omicidio di Tresca e racconta che i primi ad accorrere furono lo stesso Taddei e lo scultore sardo Costantino Nivola.
Una testimonianza questa sullo stretto legame tra Taddei e Nivola e tra Nivola e gli ambienti anarchici e antifascisti americani.
Non a caso uno dei libri pubblicato da Taddei in America è illustrato proprio da Costantino Nivola.

Il volume, “Parole collettive”, che fu pubblicato nel 1941 dalla S.E.A. di New York in italiano con una lettera di Taddei dal carcere di Civitavecchia e la prefazione di Alfredo Segre, raccoglie sette racconti di Taddei ed ha la copertina e sette illustrazioni interne di Nivola.
La copia in mio possesso riporta la dedica autografa di Taddei a Adrianne Foulke che, nel 1942, firmerà la prefazione all’edizione in inglese del libro, apparso nella traduzione di Frances Keene con il titolo “Hard as Stone”.

Rispetto all’edizione in italiano la copertina dell’edizione inglese non è più illustrata e non è stata inserita la lettera dal carcere di Civitavecchia.
Allegate alla copia in mio possesso, due note dattiloscritte, di Arturo Giovanniti e di G.A.Borgese, datate 1940, che incoraggiano Taddei alla pubblicazione di un testo incentrato sul crudo realismo e  “dove si raggiunge il limite estremo della letteratura nuda e feroce”.
Una nota che riassume l’essenza dei racconti di Taddei, sempre scarni, scritti con un linguaggio poco incline a travisare una realtà popolata da emarginati, diseredati e figure ai margini della società, impegnate in una continua lotta quotidiana, per la sopravvivenza, ma anche per la libertà.

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5 risposte a “Storie di emigrazione e d’anarchia

  1. Anna Giovannelli

    Le tue storie intorno ai libri sono veramente carine e insolite, meriterebbero un libro tutto per loro, magari legato dalla “sardità” (?!) di artisti, scrittori e personaggi vari che sono stati in qualche molto coinvolti dalla particolare aura dell’isola. Provaci …

  2. caro angelo, sono storie interessantissime e ben scritte…e poi parli di personaggi particolari e di libri poco noti o di episodi poco noti di personaggi famosi…sono d’accordo con anna per un libro, magari anche con un taglio originale di quelli che solo tu sai trovare…

  3. bellissima storia e grazie per farci conoscere queste cose,condivido in pieno il commento di Anna e Silvia..a presto

  4. giuliana altea

    Sono una storica dell’arte (Università di Sassari) e sto facendo uno studio su Nivola illustratore. Non sapevo di questo libro. Mettere in luce questo aspetto del Nivola impegnato politicamente sarebbe molto interessante. L’ho cercato ma nei repertori delle biblioteche italiane non risulta, probabilmente è introvabile in Italia. Saresti così gentile da mandarmi qualche immagine a più alta definizione? MI piacerebbe includerne un paio nel libro, che dovrebbe andare in stampa a breve.
    Giuliana Altea

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