Quando scrissi a Montanelli

La mia passione per gli artisti sardi mi ha portato, negli anni, ad accumulare una discreta collezione di materiale cartaceo (libri e riviste) sull’argomento.
Tra le altre cose acquistai anni fa diversi numeri de “Il giornalino della domenica” degli anni ‘20 per le copertine illustrate da Edina Altara, Mario Mossa De Murtas, Remo Branca e altri artisti isolani.
In una di queste riviste veniva riportata la cronaca di una iniziativa svolta dai bambini delle scuole di Nuoro a favore degli orfani della Brigata Sassari. Tra i vari bambini citati vi era anche un Indro Montanelli che, visto il nome non molto comune, mi incuriosì.
Presi allora carta e penna e scrissi al Corriere della Sera indirizzando il quesito a Indro Montanelli e chiedendogli: “ma quel bambino era lei? E se era lei, come mai si trovava in Sardegna?”
Con mia sorpresa, l’8 giugno del 1999, Montanelli mi rispose dalle pagine del Corriere della Sera: “Si – scrisse – , quel bambino ero proprio io, che ho passato la mia fanciullezza a Nuoro, dove mio padre era Preside di Liceo”.

Scoprii così che il prof. Sestilio Montanelli, padre di Indro, era stato mandato a fare il preside nella Scuola Normale di Nuoro (che corrispondeva all’odierno Istituto Magistrale) nel 1920 e vi rimase per cinque anni e per altrettanti suo figlio frequentò a Nùoro gli ultimi due anni delle scuole elementari e i primi tre del Ginnasio.
Un’esperienza, quella sarda, che Montanelli ha sempre ricordato come importante per la formazione del suo carattere e che rammenta con affetto nel suo libro Tagli su misura (Milano, Rizzoli, 1960).
Nel libro racconta una serie di incontri con personaggi famosi, tratti dalla rubrica che lo scrittore-giornalista teneva sulla terza pagina del Corriere della Sera, e tra questi inserisce anche il suo incontro con Nuoro a cui dedica un capitolo.

Montanelli racconta il suo arrivo in città e alcuni episodi della sua infanzia. Ma la Nuoro che Montanelli ritrova è cambiata. La città è irriconoscibile rispetto a quella di quando era bambino. “La vecchia Nuoro è finita”, scrive, non rimane che il monte Ortobene, amato dai nuoresi per “..il panorama che si può ammirare dalla sua vetta … il più sardo fra quelli che si possono vedere in Sardegna, drammatico, ma non melodrammatico…”

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3 risposte a “Quando scrissi a Montanelli

  1. Fantastico… non lo sapevo… molto interessante! 🙂

  2. Io ho frequentato il corso A del Liceo classico a Nuoro…che tutti da parecchio chiamano “corso Montanelli”.

    • Ciao Antò,
      grazie per l’attenzione dedicata al blog … evidentemente Montanelli (padre e figlio) a Nuoro hanno lasciato il segno.
      Saluti
      Angelino

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