La Sardegna di Alberto Frattini

Alberto Frattini (Firenze 1922 – Roma 2007), padre dell’attuale Ministro degli Affari Esteri, critico, poeta e professore universitario, nel 1969 pubblico un volume, “Scoperta di paesi”, di impressioni di viaggio, che raccoglieva note in stile “giornalistico” redatte dall’autore tra il 1944 e il 1966.
Il volume, pubblicato dall’Istituto Propaganda Libraria di Milano, riporta anche un capitolo dedicato alla Sardegna e a Cagliari in particolare.
Lo scritto risale al 1945 e Fratini riporta le impressioni sulla città martoriata dai bombardamenti: “qua e là, sul quadro panoramico, sono ben visibili i guasti dei bombardamenti … il porto dà un senso di squallore, di abbandono. Pare che anche la vita qui intristisca, come i radi ciuffi d’erba sulle rovine”.
Fratini continua il suo giro in città e non può fare a meno di sottolineare la “inquietante carenza di efficienti organi che mettano in valore le risorse naturali di questa non fortunata regione”.
L’isolamento storico della Sardegna è per Fratini la causa principale dell’abbandono dell’isola e “abbiamo sentito ripetere da più di un sardo che Roma abbia trattato l’isola né più né meno che come una colonia da sfruttare”. Nelle sue considerazioni, Frattini non manca di sottolineare “che di ciò i vari governi centrali debbano dividere le responsabilità”.
Nella sua narrazione, poi, Frattini racconta della visita alla Manifattura Tabacchi dove gli ambienti risultano saturi dalle esalazioni della lavorazione del tabacco. “”L’atmosfera – scrive – è come pervasa da un sottile aroma inebriante che a lungo andare dà, mi dicono, leggere vertigini. Più o meno tutte le lavoranti, donne di ogni età, recano nel fisico tracce di questo veleno profumato … il rosa diventa per i loro visi un colore perduto per sempre”.
E la “denuncia” continua segnalando le immani difficoltà in cui versa la popolazione: “Anche i poveri qui sono diversi da quelli del continente: un’altra fisionomia, si direbbe un’altra tragicità”. Poi la siccità, le cavallette, il bestiame che muore. In una parola un flagello.
“I sardi però non disperano”, continua Frattini, “credono nel lavoro, non si perdono nella cattiva sorte”.
Poi le considerazioni politiche: “Qua la gente, mi dicono, si occupa poco di beghe politiche, che non son fatte per chi ha l’assillo del lavoro e della fame: sembra però che il programma che riscuote i maggiori consensi sia quello impostato sulla formula autonomistica” che, per Frattini, “finisce per smarrire il senso della solidarietà nazionale”.
Frattini quindi, conclude con una valutazione: “Tuttavia per un paese come la Sardegna in cui le diverse forme di vita sociale ed economica sempre più necessitano di un incremento evolutivo non crediamo che la tendenza isolazionistica, risultante da una conseguente autonomia, potrebbe domani costituire una fruttuosa conquista”.

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2 risposte a “La Sardegna di Alberto Frattini

  1. Leggendo sopra il viaggio attorno alle opere dell’indimenticabile poeta e non solo Alberto Frattini, ho provato un tuffo al cuore. E sono tornata indietro agli anni ’80, quando lui e la cara Lea, sua moglie, venivano qua a Lido di Camaiore, il professore in qualità di componente di giuria al Premio Letterario Camaiore, Premio fondato e presieduto da Francesco Belluomini. Erano giorni intensi e straordinari, da ricordare oggi con viva emozione. I coniugi Frattini ci parlavano spesso del loro figlio unico Franco, delle loro aspettative,, e delle molteplici soddisfazioni che il ragazzo già allora procurava a entrambi. E come dimenticare quando fu presentato nel ’90 ‘Le ceneri rimosse’ di Belluomini , nella sala degli Arazzi di Montecitorio, con al fianco di Frattini, Mario Guidotti, Giorgio Bassani, Antonello Trombadori, e……. E così a Viareggio nella Sala Consiliare con al fianco l’ex Presidente della Corte Costituzionale Leonetto Amadei, di cui ricorrono quest’anno cento anni dalla nascita, Leonardo Mancino, Paola Lucarini. Mario Lunetta …..E come dimenticare l’immensa e straordinaria produzione di Frattini, e della sua umanità! L’emozione grande che mi pervade in questo momento é tenere fra le mani ‘Inchiesta sulla poesia italiana in prospettiva duemila,’ una delle tante opere che lui ha curato con grande professionalità., come sempre del resto. Un assenza oggi molto forte nel panorama letterario contemporaneo , ma una presenza molto incisiva nel secondo novecento e inizio millennio come testimoniano i suoi preziosi capolavori.. Rosanna Lupi …..

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