La Sardegna di Maria Cutrì

Maria Cutrì – Giornalista e insegnante – nasce a Pattada,  in provincia di Sassari, il 2 dicembre del 1918. Dopo la laurea in lettere e filosofia decide di abbandonare la Sardegna per recarsi a Roma. Durante gli anni ’40 si dedica al giornalismo ed è inviata speciale dell’Unità. Nel 1950 sposa Jrair Nalbandian un cittadino armeno nato ad Aleppo laureato in lingue orientali a Napoli che, da studente partecipò alla Resistenza contro il fascismo con altri studenti napoletani, tra cui l’attuale Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.  Maria e Jrair, assieme ai tre figli, si trasferiranno in Etiopia. Rientrata a Roma nel 1961, si dedica all’insegnamento di materie letterarie nelle scuole superiori. Dal 1978 al 1990 fa parte del Centro culturale Virginia Woolf.
Questa la sintesi biografica sulla base di quanto appare nel sito Archivi del Novecento e grazie ad alcune notizie fornite dalla nipote.
Oltre che per L’Unità, Maria Cutrì scrisse anche per Rinascita, il mensile fondato e diretto da Palmiro Togliatti.
Proprio sul numero 5/6 di Rinascita del maggio/giugno 1945, Maria Cutrì pubblica un articolo dal titolo “Terra e uomini di Sardegna”. L’articolo racconta la situazione dell’isola sul finire della guerra, con una realtà profondamente desolata e uno stato di abbandono totale: la pastorizia si regge su sitemi “preistorici”, la classe contadina versa in una desolante miseria, nelle terre del Campidano, della Nurra, della Gallura, dell’Inglesiente, le zone malariche diffondono uno squallore che si riflette interamente sugli uomini.
Una situazione dove il lavoro è dominato da pochi che controllano tutta l’economia. “Sos teraccos (i servi, pastori e contadini) – scrive Cutrì – appartengono completamente al padrone di cui sono ordinari strumenti, come la vanga o il bue, la terra o il cane”.
Maria Cutrì denuncia una situazione durissima, tanto che se si tenta di stabilire “un logico paragone tra un animale da soma e un servo della campagna sarda, davvero non si riesce a trarne gran che di differenza”.

Contadino sardo in una cartolina dei primi del ‘900

Le conclusioni sono di denuncia ma lanciano un messaggio di speranza: “Due forme di vampirismo –  uno statale, l’altro locale – hanno metodicamente dissanguato il popolo sardo; interessati governanti da una parte e grossi feudatari dall’altra, hanno giocherellato su di esso come su un limone vizzo distillandone il succo e gettandone poi i resti da parte. L’influsso di desideri incomposti e di imprescindibili esigenze in continuo fermento, hanno reso quel popolo protagonista di complesse situazioni passionali, leggendarie talora.
Il tanto noto brigantaggio, che intanto è un processo aperto contro la deficienza dei governi e dello stato sociale, se ha sollecitato verso l’Isola repressioni e disdegni, nulla mai di sostanzialmente efficace ha promosso che potesse, non già comprimere, come è stato fatto, ma approfondire ed eliminare le cause che lo producevano. Con la eleganti scusa della «piaga» da curare sono state consumate ripetute violenze contro il popolo, mentre, d’altra parte, si è continuato a lasciarlo nel più pernicioso stato di trascuratezza.
Analfabetismo, miseria, abbandono, abbrutimento, costituiscono lo sfondo torbido dal quale si elevano impulsi atavici di ribellione e di vendetta.
Le esigenze del popolo sardo sono complesse ed improrogabili. Esse, però, potranno essere affrontate e risolute; attraverso lo studio, profondo ed elaborato di ogni singolo problema locale e di un vasto programma di attuazioni, condotto con particolare oculatezza e illuminato dalla specifica conoscenza della struttura sociale ed economica della regione, potranno essere repressi e sanati numerosi mali. Il popolo sardo – singolare popolo – dotato di capacità vastissime e di forzo segrete e tenaci, attende, piuttosto febbrilmente, la possibilità di poter edificare – senza restrizioni e senza indugi – il laborioso cammino della propria redenzione a lui contrastata e negata in ogni tempo

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8 risposte a “La Sardegna di Maria Cutrì

  1. In quanto nipote di Maria Cutrì vorrei rettificare il nome del marito erroneamente riportato. Jrair Nalbandian (e non Giraldo) nato ad Aleppo. Jrair si laureò in lingue orientali a Napoli. Da studente patecipò alla Resistenza contro il fascismo con altri studenti napoletani, tra gli altri l’attuale Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

    • Ti ringrazio per la precisazione e provvedo a correggere il post. Mi puoi dire anche di quale paese della Sardegna era originaria Maria Cutrì?
      Grazie
      Angelino mereu

  2. Il paese in cui nacque Maria Cutrì è Pattada (SS). grazie per l’attenzione. Cordiali saluti.
    Caterina Arezzo

  3. Grande zia Maria ! 😉

    • Grande e, mi sembra di intuire, con esperienze di vita alquanto movimentate e interessanti: meriterebbero di essere raccontate.
      Cordialmente
      Angelino

  4. Alessandro Arezzo

    Jirair Nalbandian e non Jrair Nalbandian. Italianizzato in Girair (Gerardo). Girair Nalbandian e’ citato nel libro autobiografico di Giorgio Napolitano “Dal PCI al socialismo europeo”. Per avere notizie di prima mano su Maria Cutri’ consulta l’archivio del Centro Documentazione Donna di Modena, e intervistare il figlio Massimo Nalbandian a Modena.

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