1906: Quando a Villasimius non c’erano i turisti …

 lettera villasimius 416Nel riordinare in casa, da un vecchio libro, è apparsa una lettera a stampa del 1906, scritta dal “contribuente” Tito Umana, e indirizzata al Presidente dei Ministri.
La lettera descrive in maniera dettagliata quella che era la situazione di Villasimius (la vecchia Carbonara) agli inizi del secolo scorso.
Una situazione ben lontana dalla realtà attuale che vede la località della Sardegna ai primi posti tra le mete vacanziere, frequentata com’è da migliaia di turisti.
Ebbene, nel 1906 la situazione era a dir poco drammatica: non esistevano strade, i collegamenti con Cagliari e l’approvvigionamento delle merci, avvenivano via mare, con tutto quello che comportava in termini di costi e di incertezza per le condizioni meteo e per la mancanza di un porto che impediva l’approdo ai battelli.

villasimius porto 424 bisPer via terra Quartu S.Elena e Cagliari erano raggiungibili solo a cavallo, percorrendo impervie mulattiere, mentre a Villasimius i 1208 abitanti vivevano

La vecchia Carbonara in una carta dell'800

La vecchia Carbonara in una carta dell’800

situazioni disagiate anche per le cose più elementari, come per la chiesa, ricavata da un magazzino, o il cimitero, insufficiente e dentro l’abitato del paese.
La lettera di Umana invita il governo ad agire, proponendo soluzioni fattibili e alla portata delle disastrate casse dei comuni coinvolti, e si conclude con una supplica ad intervenire in modo da “poter migliorare le sorti proprie e del paese”.

 

A.S.E. il Presidente dei Ministri
Roma

 Il sottoscritto contribuente del Comune di Villasimius, posto oramai in condizione così intollerabili di cose, che non si trova più alcuna giustificazione alle imposte che si è obbligati a pagare, si rivolge all’ E. V. per esporre il miserevole stato di abbandono in cui questo disgraziato paese è lasciato, ed invocare la pronta attuazione di quei rimedii imposti dalla giustizia e consentiti dalla legge, i quali possano toglierlo dallo stato di segregazione dalla vita economica e commerciale cui fu finora condannato.
Il paese di Villasimius conta 1208 abitanti; situato sulla costa orientale della Sardegna, è completamente isolato e dista 40 Km. dal Comune di Quartu S. Elena, il quale a sua volta dista da Cagliari 8 Km. Ma non vi è alcuna strada che renda possibili le comunicazioni tra Villasimius e Quartu; e quindi per arrivare a Cagliari occorre servirsi del postale della linea XXVI della N.G.I. che si ferma una sola volta la settimana, molto distante dalla spiaggia la quale a sua volta dista dal paese 6 Km.
Per la via di terra non è possibile arrivare a Quartu che a cavallo o a piedi per una strada semplicemente mulattiera, la quale attraversando per 20 Km. la montagna, non permette di attivare un regolare trasporto di merci e di persone.
Da questo stato di cose derivano gravissimi danni. I prodotti restano senza mercato su cui riversarsi, e gli agricoltori sono quindi costretti a subire i prezzi locali, che non lasciano alcun margine di utilità.
Chi deve recarsi a Cagliari, distante soli 48 Krn., e vuole approfittare del piroscafo anche per il ritorno, deve impiegare quattro giorni.
Non è poi il caso di pensare neppure al trasporto di merci col piroscafo, e per la insuperabile difficoltà di portarle dalla spiaggia a bordo del piroscafo che deve fermarsi molto lontano, e per le tariffe enormi che impone il regime monopolista della N.G.I.
Le merci quindi si devono trasportare da Cagliari con barche a vela, le quali spesso non possono arrivare per il tempo cattivo, ed il paese resta privo dei mezzi più necessarii di sussistenza.
Così accadde anche nell’ aprile di quest’ anno; dopo che per un mese circa il tempo aveva impedito l’arrivo delle barche, il giorno 22 si dovette telegrafare al Prefetto della Provincia che il paese era completamente sprovvisto di commestibili e che urgeva provvedere.
Circa il servizio postale basti dire che una lettera che si spedisce da Villasimius impiega due giorni per arrivare a Cagliari e ne impiega quindi quattro per arrivare in continente.
La colonia penale di Castiadas spende 25,000 lire circa all’anno per il trasporto dei condannati e delle merci che deve avviare o per mare o per la lunga e faticosa strada Muravera-Cagliari (Km. 70), mentre potrebbe essere collegata ad una strada Villasimius Quartu S. Elena, che attraverserebbe la fertile e popolata regione di Solanas. E così la colonia, mentre abbrevierebbe di oltre la metà il cammino, potrebbe adibire ai trasporti mezzi proprii di cui, come colonia agricola dispone.
Altra spesa non lieve causa all’Erario la mancanza della detta strada Quartu-Villasimius, per la indennità dovuta ai testimoni che devono essere sentiti per 1’istruttoria dei processi, e che appunto per la mancanza della strada si fanno andare a Quartu, liquidando loro una indennità di L. 7,70 a ciascuno. Spesa che diverrebbe insignificante qualora per la detta strada Quartu-Villasimius potesse il Pretore recarsi da Quartu col suo ufficio ad interrogare qui i testimoni, i quali con questo sistema diminuirebbero certo di numero, perché 1’ indennità di L. 7,70, non vi è dubbio, fa sì che non pochi si offrano inutilmente testimoni nei processi, danneggiando così l’interesse della giustizia.
Come si vede, dunque, questo disgraziato paese si trova in completo stato d’isolamento; non ha comunicazioni con la Pretura da cui dipende, né con Cagliari, dalla quale la separa una distanza relativamente breve, dove sono gli uffici pubblici ai quali tutti — ed in ispecie ai finanziarii — si ha di continuo urgente bisogno di ricorrere.
Per la legge 30 agosto 1868 N. 4613, sulla costruzione e sistemazione obbligatoria delle strade comunali, fu studiata anche quella di Quartu-Villamius anche nell’ interesse di Sinnai e Maracalagonis. Ma la spesa grave richiesta dall’esecuzione del progetto completato dall’ Ufficio del Genio Civile parve insopportabile dagli esausti bilanci dei Comuni interessati.
Infatti la spesa complessiva della strada ammontava, secondo gli studi fatti dall’ ing. Floris Francesco, a L. 442,500 così ripartite:

Al Comune di Quartu , L. 161,5 12,50
Al Comune di Sinnai, L. 55,775,00
Al Comune di Maracalagonis, L .   35,842,50
Al Comune di Villasimius , L. 189,390,00
Totale, L. 442,500,00

Per convincersi che essi non potranno mai sopportare questa spesa basta dare uno sguardo ai loro bilanci, specialmente a quello di Villasimius il quale mentre ha una popolazione di I 208 abitanti ed il suo ultimo bilancio ammonta a oltre 22 mila lire, ha per chiesa un magazzeno, ed un cimitero insufficiente e in mezzo all’abitato.
Ma secondo quanto ha osservato il Genio Civile, come dall’unita nota del 20 aprile corrente anno dietro istanza del sottoscritto, il progetto potrebbe essere facilmente modificato, evitando quasi tutte le opere d’arte previste dal primo e riducendosi così le spese a L. 200,000
A rendere attuabile il progetto e compiuta senza gravi difficoltà la strada, basterebbe che il Governo provvedesse con sussidi straordinarii consentiti dell’art. 321 della legge sui LL. PP. 20 marzo 1861.

Il sottoscritto in nome di tutti i contribuenti di Villasimius invoca fiducioso dall’ E. V. che sia loro dato di poter migliorare le sorti proprie e del paese.

Con ossequio
Villasimius, Agosto 1906

Tito Umana

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