Ernst Hacker artista e incisore

Il Mercatino delle Pulci in Piazza dei Ciompi, a Firenze, con i suoi 28 stand è una delle mie mete preferite quando c’è da rovistare tra vecchi libri e oggettistica varia.
Mi è capitato, in passato, di trovare qualche rarità e mi capita spesso di trovare qualcosa (un libro, una cartolina, una stampa…) che colpisce il mio interesse e la mia curiosità.
È successo anche lo scorso 30 marzo, ultima domenica del mese, quando in Piazza dei Ciompi si è svolto il mercatino mensile dell’antiquariato che ospita un centinaio di espositori.
hacker bustaRovistando in uno scatolone di vecchie lettere e cartoline, ho notato una piccola busta (cm 13 x 10,5) dove il nome del mittente, Ernst Hacker, era accompagnato da un monogramma raffigurante un omino stilizzato che dipinge.
All’interno della bustina una piccola incisione su carta di riso, firmata Ernst Hacker e raffigurante un gattone che ha catturato un soldato armato di fucile e baionetta.
hacker incisionePer pochi spiccioli ho comprato la bustina.
Tornato a casa ho avviato una ricerca in rete e ho scoperto che Ernst Hacker è stata una figura importante per il mondo dell’arte e dell’incisione e, in particolare, un importante tramite per la conoscenza degli artisti giapponesi in occidente.
Ernst Hacker, ebreo, nato a Vienna nel 1917, studiò presso l’Accademia di Belle Arti di quella città dove frequentò anche la facoltà di ingegneria. Nel 1938, a causa dell’avvento del nazismo, lasciò l’Austria e si trasferì negli USA.

Ernst Hacker nel 1946

Ernst Hacker nel 1946

A New York frequentò la American Artists School ove perfezionò la tecnica dell’incisione xilografica ispirandosi, soprattutto, ai movimenti espressionisti europei. In questa scuola conobbe l’artista Lucia Vernarelli (1920-1995) che diventò sua moglie.
Ottenuta la cittadinanza americana, nel 1946 si arruolò nell’esercito e fu inviato a Manila e poi in Giappone. Qui si interessò delle tecniche incisorie giapponesi ed entrò in contatto con l’artista Onchi Koshiro (1891-1955) con il quale stringerà un forte legame d’amicizia.

Hacker con la famiglia di Onchi Koshiro nel 1946

Hacker con la famiglia di Onchi Koshiro nel 1946

Durante la sua permanenza in Giappone Hacker acquisì numerose opere di incisori giapponesi, tra cui diverse di Munakata Shiko (1903-1975), uno dei principali artisti giapponesi del dopoguerra.
Tornato negli USA, iniziò a utilizzare le tecniche della xilografia giapponese e continuò la sua ricerca artistica.
Nel 1974 Hacker si trasferì in Italia, a Firenze, dove soggiornò per diversi anni. Morì nel 1987 dopo una lunga malattia.

Hacker: Autoritratto con la cupola del Duomo di Firenze

Hacker: Autoritratto con la cupola del Duomo di Firenze

La vedova, Lucia Vernarelli, nel 1994, ha donato la raccolta delle stampe giapponesi di Hacker al British Museum di Londra.
La collezione è stata utilizzata dal museo nel 2002 per la grande mostra “Stampe giapponesi durante l’occupazione alleata, 1945 – 1952” . La mostra, oltre a celebrare l’opera dei giapponesi Koshiro e Shiko, ha dato ampio spazio anche alle incisioni di Ernst Hacker.

 

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2 risposte a “Ernst Hacker artista e incisore

  1. grazie Angelino. per il molto interessante posto sul Ernesto, Le ultime anni
    Della sua vita habitava la al numero 15 piazza dei Ciompi ma il gatto nel
    incisione era un New Yorkese nomina Cavour viva al Fifth avenue, anche lui contro la guerra del Vietnam

    tante auguri, Paul

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