Melkiorre Melis: da “SILEM” a “MELIS”

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Melkiorre Melis (a sinistra) in un autoritratto con il fratello Federico

Melkiorre Melis è stato un artista a tutto tondo che, nella sua lunga carriera, ha percorso diversi settori dell’arte: grafica, pittura, scultura, ceramica, ma anche cinema e scenografia.
Nato a Bosa nel 1889, si trasferì a Roma nel 1909 dove si iscrisse alla Scuola libera del nudo dell’Accademia e iniziò a frequentare lo studio dell’artista Duilio Cambellotti.
L’incontro con Cambellotti fu determinante per la crescita artistica di Melkiorre Melis che rimase fortemente influenzato dallo stile dell’artista romano, marcatamente legato all’Art Decò e caratterizzato da una grafica incentrata sa campiture piatte simili a stampe xilografiche.
silem parker 1 481Intorno al 1913 Melkiorre Melis iniziò a collaborare con il Giornale d’Italia come illustratore firmandosi con lo pseudonimo “SILEM” (Melis al contrario) che l’artista utilizzò spesso sino alla fine del conflitto mondiale.
In quegli anni Melis operò con assiduità nel campo della promozione commerciale e realizzò numerose pubblicità come, ad esempio, quelle per la penna Parker, “la miglior penna oggi esistente”, regolarmente pubblicate su numerose rivissilem parker 2  484te, tra cui l’illustrazione Italiana.
Tali pubblicità seguono l’evoluzione degli eventi con immagini che inizialmente raffigurano soprattutto figure femminili in stile liberty e che si evolvono verso temi decisamente militari dopo il 1915, a seguito dell’entrata in guerra dell’Italia. Con lo scoppio del primo conflitto mondiale, Melis aderì alla campagna destinata a raccogliere fondi per sostenere i bambini in tempo di guerra e a tale proposito realizzò alcune silem parker 2  483cartoline sempre firmate SILEM. La campagna a sostegno dei bambini vide coinvolti numerosi artisti e illustratori, tra i quali anche i sardi Giovanni Manca ed Edina Altara. Queste cartoline erano caratterizzate da disegni al tratto ed erano destinate ad essere colorate a mano dai bambini che avevano così un motivo in più di divertimento.
silem parker 2  482Melis, che per le sue cartoline disegna figure di bambini in abiti tradizionali intenti a giocare con giochi tipici della cultura sarda, è in perfetta sintonia con il movimento artistico che in Sardegna propugnava un ritorno alle forme sintetiche e popolari dell’artigianato sardo.

Un movimento che troverà pieno compimento (e successo) in alcuni campi come la ceramica e la xilografia che, più di altre forme artistiche, faranno coniare alla critica specializzata la definizione di “Scuola Sarda”.
La cartolina con il bambino che cavalca un cavalluccio di canna o quella dove un bambino trascina un carretto di sughero, con i buoi ricavati dai “torsoli” di una pannocchia di mais sgranata, dunque, rientrano a pieno titolo in una concezione identitaria sarda, molto forte in quegli anni nelle produzioni artistiche di Melkiorre Melis.

A guerra finita, nel 1919, Melis utilizzò ancora la firma SILEM per alcune serie di cartoline illustrate incentrate su scenette che vedono militari e giovani donne protagonisti di piccole storie animate a lieto fine. Sono cartoline semplici, con storielle a puntate, destinate a creare una certa suspense in quanto per poterne seguire la storia era necessario possedere l’intera serie. Le figure sono a due o tre colori, accompagnate da piccoli racconti in rima che sembrano quasi ispirati dalle sequenze e dalle didascalie del cinema muto. D’altronde Melis conosceva bene gli ambienti della nascente industria cinematografica che aveva avuto modo di frequentare durante il suo soggiorno romano.
Con la fine della prima guerra mondiale Melis inizia a firmare i suoi lavori esclusivamente come “M.Melis” o come “Melchiorre Melis” (in molte ceramiche la firma è estremamente sintetizzata e ridotta alle sole iniziali “MM”), e così continuò per oltre sessant’anni, senza più rispolverare la firma SILEM. Si spense a Roma nel 1982 all’età di 93 anni.

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