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Casanova sui pattini

“Orsù – disse l’affascinante fanciulla per far tornare l’allegria -, mettiamo i pattini e andiamo subito a divertirci sull’Amstel: temo che il ghiaccio cominci a sciogliersi. – Mi vergognai di pregarla di dispensarmi, mentre l’avrei fatto volentieri; ma che mai non può l’amore? Il signor D. O. ci lasciò. Il fidanzato della signorina Casanova mi legò i pattini, ed ecco le damigelle pronte, in gonnellino corto e con forti calzoncini di velluto nero, per premunirsi contro certi accidenti. Scendemmo sul fiume, e il lettore può immaginare la figura che facevo, novellino com’ero in quell’esercizio. Volli ostinarmi a vincere la mia inesperienza e caddi una ventina di volte sul dorso, rischiando di fracassarmi le reni. Avrei dovuto abbandonare la partita, ma la vergogna mi trattenne, e smisi solo quando, con mia grande soddisfazione, vennero a chiamarci per il pranzo. Però la pagai cara: quando si trattò di alzarci da tavola, mi sentii rattrappito in tutte le membra. Esther mi compianse, e disse che m’avrebbe guarito. Si rise molto, ed io lasciai fare, perché m’accorsi che quella partita era stata pensata soltanto per ridere alle mie spalle, e, volendo farmi amare da Esther, mi mostravo compiacente, sicuro che la mia compiacenza mi avrebbe condotto certamente allo scopo.

La mattina seguente, quando mi svegliai, mi credetti perduto. Soffrivo un vero martirio. Mi sembrava di avere l’ultima vertebra, quella detta osso sacro, ridotta in pezzi. Eppure avevo fatto consumare in frizioni quasi tutto un vaso di pomata datomi da Esther. Malgrado le mie sofferenze, non avevo dimenticato i suoi desideri.Mi feci portare da un libraio, dal quale presi tutti i libri che credetti potessero divertirla, e glieli mandai, pregandola di rimandarmi via via quelli che avrebbe letti. Ella fece così, e ringraziandomi molto, mi mandò a dire di andare a baciarla prima di partire, se volevo avere un bel regalo”.

Brano tratto da pagina 347 del secondo volume (libro quinto, capitolo sesto) dell’opera autobiografica “La storia della mia vita” di Giacomo Casanova (1725 – 1798), pubblicata dalle Edizioni Casini di Roma tra il 1961 e il 1963.
L’opera, quattro volumi di oltre 800 pagine l’uno, curata da Carlo Cordiè, ha la sovraccoperta e tantissime illustrazioni interne realizzate dal pittore nuorese (ma la mamma era di Orani!) Bernardino Palazzi (Nuoro 1907 – Roma 1986)