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Orani, cronache di fine ‘800

giornale diligenza 027Il supplemento domenicale illustrato del quotidiano La Tribuna del 1° Settembre 1895, dedicava l’ultima pagina a un fatto di cronaca che vedeva coinvolti una quindicina di malviventi, autori di una clamorosa rapina alla diligenza.
Il  fatto si verificò il 20 agosto 1895 quando la corriera (a cavalli) venne assalita, in località Ponte ‘e sas Bognas, tra Orani e Oniferi. I dodici malviventi, in brache corte tipo orgolese e mamoiadino, svaligiarono 4 viaggiatori e asportarono i sacchi postali che contenevano 1500 lire. L’immediato allarme diede vita ad una gigantesca caccia all’uomo che si concluse dopo un paio di giorni con l’uccisione di uno degli autori della rapina, Giovanni Maria Pinna di Sedilo. Tutta la vicenda creò grande scalpore perché il Pinna, nonostante l’assedio di oltre 300 tra carabinieri e barracelli, prima di essere ucciso, colpì mortalmente due persone: Luigi Pirisi, capo dei barracelli di Orani, e il carabiniere Francesco Mameli di Cagliari. I fatti della rapina alla diligenza occuparono per giorni la prima pagina della Nuova Sardegna con le cronache in diretta scritte da Sebastiano Satta e da Bardilio Delitala, collaboratori del giornale.
L’eco del fatto non si spense subito e ispirò anche il poeta Antonio Dettori che, per l’occasione compose un testo “Cantone sarda : pro s’attacu fattu su 21 de austu 1895 tra su lattitante Pinna Gio Maria de Sedilo e sos carabineris in terretorio tra Orani, Nuoro e Oniferi, chi bi suzzedesit tres mortes e battor feridos tra sos cales su capitanu de sos barracellos de Orani Luisu Pirisi”, stampato dalla Tipografia Vacca-Mameli di Lanusei come foglio volante da vendere nelle fiere paesane.

Ecco come La Tribuna raccontava il Fatto:

 

Una vettura postale assalita dai briganti in Sardegna.
Dei numerosi atti di brigantaggio commessi nella scorsa settimana, i nostri artisti hanno illustrato uno dei più audaci. Sulla strada nazionale fra Orani ei Oniferi, circa quindici malfattori armati assalirono la vettura postale di Orani, terrorizzando il cocchiere e i cinque passeggeri che vi si trovavano.
I malandrini s’impadronirono del sacco della corrispondenza, che fra altro conteneva 1500 lire, e rubarono ai passeggeri il denaro e gli oggetti dì valore che avevano indosso. Siccome non trovarono alcuna resistenza, non recarono alcuna offesa alle persone da essi assalite.
I carabinieri, appena avuta notizia dell’aggressione, si diedero ad inseguire i briganti e riuscirono a circondarli in un burrone del territorio di Nuoro; ma purtroppo nel conflitto che ne seguì, un capitano delle guardie forestali e un carabiniere rimasero uccisi; un maresciallo, un appuntato e una guardia di città furono feriti.
I briganti riuscirono a fuggire e soltanto uno di essi fu ucciso dopo aver opposto accanita resistenza; è stato identificato per il pericoloso latitante Giovanni Maria Pinna, sul quale già pendeva una taglia, perché un mese fa aveva ucciso nelle campagne di Sedilo un suo compaesano, ritenendo che fosse una spia.

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