in sardegna

San Teodoro: il mare d’inverno

san teodoro 30 dicembre (7)San Teodoro e la spiaggia della Cinta, anche in fondo, verso lo stagno, ad agosto diventano un’incredibile ammasso di persone alla ricerca di un metro quadro libero. Niente a che vedere con la tranquillità e la solitudine di dicembre.

Carnevale in Piazza

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In questi giorni il Carnevale impazza, e a Orani, come ogni anno, si rinverdirà la vecchia tradizione dei balli sardi.
Le immagini sopra riprodotte sono del grande fotografo Franco Pinna (La Maddalena 1925 – Roma 1977). La foto a colori è tratta dal volume “Sardegna” della collana Tuttitalia, dedicata alle regioni italiane e pubblicata dall’Istituto Geografico De Agostini di Novara nel 1963, mentre la foto in bianco e nero è tratta dal volume “Sardegna una civiltà di pietra”, della collana Italia nostra, pubblicata dall’Automobile Club d’Italia nel 1961.

Ma se volete vedere altre belle immagini del Carnevale di Orani in Piazza Santa Croce, vi consiglio di fare un salto a Nuoro a visitare la mostra del fotografo nuorese Raffaele Ciceri.
La mostra è al TRIBU (accanto alla cattedrale) e presenta numerose bellissime foto di Orani degli anni’20, tra cui alcune del Carnevale in piazza.

La battaglia di Lepanto

Particolare dell’affresco all’interno della chiesa del Rosario a Orani. Il dipinto, come recita una lapide all’interno della stessa chiesa, venne eseguito da P.Pacifico Pirella sui primi anni del XVII secolo.

Balcone ad Orani

Un’architettura sicentesca, ferro battuto e gerani in fiore. Così si presenta per “Cortes Apertas 2012”  il balcone della ex casa di Donna Rosa, ostetrica che ha contribuito a far nascere almeno tre generazioni di oranesi.

Alghero

Spaghetti alla bottarga, grigliata di pesce, vino bianco fresco, ottima compagnia, leggera brezzolina,  il mare e vista su Capo Caccia: non male, direi!

I bambini di Osini e la scultura di Nivola

il 21 aprile 2012 a Osini, in Ogliastra, è stata inaugurata una piazza dedicata a Costantino Nivola, con una “Madre” collocata in mezzo all’aiuola. Grande festa e un tripudio di bambini intorno alla scultura

La firma di Nivola

La firma di Costantino Nivola nel graffito del 1958, realizzato sulla facciata della chiesa di Sa Itria a Orani

Orani: i vasi di Tziu Nino

Credo che Tziu Nino Masini debba essere aggiunto ai tanti “artisti” che annovera il paese di Orani: era un artista sagace quando dava sfogo alle sue micidiali battute, era un artista di piazza quando imbracciava l’organetto e suonava per ore il ballo sardo, era un artista creativo quando realizzava vasi policromi utilizzando frammenti di ceramica e di vetro colorati.
Tziu Nino è morto da diversi anni. Rimane il ricordo delle sue battute e del suo ballo sardo mentre i suoi vasi, collocati sul muretto del terrazzo della sua abitazione, davanti alla chiesa di Santa Maria, resistono imperterriti, incuranti del tempo che passa.

Spirali sulla sabbia

I quotidiani sardi hanno dato spazio, nei giorni scorsi, ad uno strano “fenomeno” verificatosi in alcune spiagge: la comparsa di misteriosi cerchi concentrici apparsi sulla sabbia.

Senza niente togliere a chi crede nell’intervento degli UFO, approfitando di una splendida giornata di sole di ottobre, ho provveduto a realizzare un “fenomeno” nella spiaggia di l’Impostu.

Semplice divertimento? intervento di Land Art? Chissà! Sicuramente niente di extraterrestre.

Toc! Toc! Chi è?

Vecchio “battente” di un portone a Sassari: quando gli squillanti campanelli elettrici ancora non esistevano.
 

Nivola a Sassari

 
“S’aroma de sos arrostos in Sardigna, attraete sos Deos comente sa musca, e sas turistas milaneses pro si achere tundere dae sos pastores”.
Il disegno è esposto nella mostra “Seguo la traccia nera e sottile – I disegni di Costantino Nivola“, che, al Palazzo della Frumentaria di Sassari, prosegue sino al prossimo 10 settembre.

Sant’Antioco di Bisarcio

Se da Sassari vi capita di percorrere la statale per Olbia, fatte una deviazione di un paio di chilometri e fermatevi a visitare la chiesa di Sant’Antioco di Bisarcio, uno dei tanti gioielli di architetura romanica che caratterizzano il Nord della Sardegna.

Sassari: in libreria

Enrica all’interno della Libreria Dessì di Sassari, recentemente diventata Libreria Mondadori.La libreria Dessì iniziò l’attività nel 1863 grazie al tipografo-editore Giuseppe Dessì, uno degli artefici della moderna editoria in Sardegna.

Alghero: luci al tramonto

Giochi di luce e riflessi di decine di imbarcazioni sulle calme acque del porto di Alghero al tramonto.

Bosa: S.Pietro

La chiesa di S.Pietro extra muros fotografata dal ponte sul fiume Temo a Bosa. La chiesa, considerata uno dei capolavori del Romanico in Sardegna, è raggiungibile anche via acqua, visto che il Temo è navigabile per qualche chilometro verso l’interno.

Giugno 2010: le vecchie saline

Il promontorio di Capo Figari visto dalla spiaggia delle vecchie saline, presso Olbia. In lontananza s’intravvede il traghetto della Moby, mentre i sardi sollevano bandiere piratesche, pronti ad assaltare chi, quest’anno, ha imposto allucinanti tariffe sui passaggi marittimi. Uno scandalo che chi ci governa (nazionale o regionale che sia) non dovrebbe in alcun modo permettere.

In spiaggia d’inverno

Un sasso in spiaggia e, tutt’intorno, la sabbia modellata dal vento. Dettaglio di una passeggiata d’inverno in riva al mare, quando nell’immensità della solitudine totale, è possibile concentrarsi anche sui particolari minimalisti che ci circondano.

Orani: su cantaru

La sorgente de “Su Cantaru” a Orani che, da sempre, fornisce fresche acque al paese. La sorgente è l’ultima testimonianza della vecchia struttura dei lavatoi, trasformati nel tempo per ospitare il Museo Nivola.
 

San Nicola a Sassari

Una foto del 2005 – San Nicola, “incastonato” nella facciata in stile barocco coloniale spagnolo della cattedrale di Sassari, vigila sulla piazza antistante, “scortato” da un nugolo di cherubini e da un ignaro piccione.

San Salvatore nel Sinis

San Salvatore, paesino del Sinis, vicino a Cabras, in passato è stato usato come set per qualche western all’italiana. In effetti, quello che ti aspetti, e che da un momento all’altro appaiano due pistoleros messicani col sombrero.

Coda Cavallo

Giugno 2010. Capo Coda Cavallo e l’isola di Priatora in primo piano; sullo sfondo Molarotto: comincia a farsi sentire la voglia di mare e di Sardegna

2003: Marras a Sassari

La mostra dello stilista Antonio Marras a Sassari nel 2003. Magiche suggestioni di ambienti bui, pavimenti coperti da materassi, campanacci e tanti abiti esposti, tante idee, tantissimi schizzi.

Scrive Marras: “Quando mi metto a lavorare, ho sempre bisogno di una storia da raccontare. E queste storie le trovo intorno a me. Funziono come una specie di spugna che assorbe tutto: ogni persona, ogni cosa – un abito usato, uno scarto di stoffa, un brano di musica, un libro vecchio, una statuina di porcellana rotta, il disegno di un bambino – tutto ha qualcosa da raccontare, basta saper ascoltare“.

S’erva ‘e su dimoniu

Lungo gli incolti e i fossi che costeggiano lo stagno di San Teodoro, non è difficile incontrare lo Stramonio (Datura stramonium L.), che, nonostante il suo bel fiore bianco, è pianta tossica e velenosa. Ben lo sanno i sardi che, non a caso, la chiamano “erva ‘e su demoniu”, erba del demonio.

Verso i monti di Oliena

Se arrivate a Nuoro, non mancate di fare una visita alla cattedrale di Santa Maria della Neve. Al suo interno, tra le altre cose, la via crucis dipinta da Carmelo Floris e Giovanni Ciusa Romagna.

A fianco della cattedrale il TRIBU, museo e spazio espositivo ricavato dall’ex tribunale, accoglie la mostra permanente dello scultore Francesco Ciusa.

Tra la cattedrale e il Tribu, si apre una terrazza con vista verso Oliena e i suoi monti: uno spettacolo unico!

La valle di Lanaittu

La valle di Lanaittu vista dal sentiero che porta al monte  Tiscali nel Supramonte di Oliena

Nivola e la bandiera americana

Il monumento alla bandiera americana, una delle splendide opere di Nivola,  che si possono ammirare al “Tribu” di Nuoro, dove la mostra l’investigazione dello spazio è stata prorogata sino al 10 gennaio 2011

Incontri di tipi bovino

Una lunga camminata seguendo la costa tra S.Teodoro e Agrustos. L’unico incontro con un branco di mucche che, molto discretamente, hanno cambiato strada e si sono rifugiate in mezzo alla macchia.

Tavolara, nuvole e luci

Ottobre 2010. La quiete di Cala d’Ambra a S.Teodoro. Gli acquerelli e Tavolara ferma, immobile, intenta a farsi illuminare dai giochi di luce che filtrano dalle nuvole.

Cormorani

Nel mare di Sardegna si vede anche questo: un cormorano che difende il suo scoglio da un vicino invadente. La foto è stata scattata a Costa Caddu nel 2009.

La chiesa di Orosei

Orosei, venerdì 17 settembre 2010. Le bianche architetture della chiesa fanno da sfondo all’uomo che scende con la croce in spalla che, mi dicono, si avvia a “conquistare” la testa di un corteo funebre.

Orani, vecchie case

Orani, vecchie case ormai scomparse in una foto è del 1979.

Sa domo ‘e tziu Vucoli, in sa ghettada dae Santu Zoseppe a Sa Untanedda

Thilikerta

Thilikerta, thilikerta/

Mama tua est inkerta/

Babbu tuo est morinde/

Thilikerta vaedinde

Tavolara

L’isola di Tavolara nel suo maestoso splendore. In basso a destra si scorge il piccolo cimitero dove c’è la tomba del “Re di Tavolara“, il sovrano del più piccolo regno del mondo.

Il Museo Ciusa a Nuoro

Se nel vostro girovagare estivo capitate a Nuoro, andate a visitare il Museo Ciusa presso il TRIBU, accanto alla cattedrale cittadina, inaugurato lo scorso 20 maggio.

L’allestimento mozzafiato permette di ammirare la produzione del grande artista nuorese, compresa “La madre dell’ucciso” che vide Francesco Ciusa,  giovanissimo, conquistare la critica internazionale alla Biennale di Venezia del 1907.

Una rassegna fotografica è visibile sul sito della Casa Editrice Ilisso che ha curato il catalogo.

Per informazioni telefonare al +39 0784 253052 o tramite la mail: info@tribunuoro.it

Tiscali

Una bella scarpinata per la valle di Lanaittu e poi si arriva in cima al Monte Tiscali dove, all’interno di un enorme anfratto nascosto alla vista di chiunque, si possono ammirare i resti di un villaggio nuragico.

Curiosità: a Tiscali il telefonino non funziona!

Il rullo compressore

La foto risale a vent’anni fa ed è stata scattata in prossimità del villaggio di Serra Orrios vicino a Dorgali, uno dei siti archeologici più interessanti della civiltà nuragica.

Ora presso il villaggio c’è un comodo bar, c’è il parcheggio e ci sono le guide che accompagnano turisti e visitatori; allora si attraversavano campi e si saltavano muretti e, in una sorta di viatico, si incontrava anche un cantiere abbandonato. In un percorso di “archeologia industriale”, c’era una sorta di monumento alla ruggine, padrona assoluta del “rudere” di un vecchio rullo compressore, destinato a soccombere nel confronto con i “ruderi” della civiltà dei nuraghi.

Santu Sagustianu

Un rudere ormai dominato dall’edera. Cos’ appariva più o meno trent’anni fa la chiesa di Santu Sagustianu (San Sebastiano), in aperta campagna, a pochi chilometri da Orani.

Quella volta il rudere, collocato in un punto che domina tutta la vallata che si apre verso Mamoiada e i monti di Oliena, mi servì da “modello” per un paio di acquerelli che ora, sicuramente, fanno bella mostra sulla parete di qualche casa oranese

Dal noce che non c’è più

Una foto scattata Orani con gli orti di Fininai, le case di Sa ‘e Mastio, San Francesco e, in lontananza, la cima di Gonare.

La foto è stata scattata dal punto dove c’era un noce che, ormai vecchio e malato, l’inverno scorso è stato abbattuto.

A quel noce ero particolarmente legato, visto che in quella posizione proprio io, bambino di 7 o 8 anni, l’avevo trapiantato.

Tharros

Le rovine di Tharros nella penisola del Sinis: l’immobile testimonianza delle due colonne, le uniche in piedi,  che ancora resistono al tempo, alle intemperie e all’uomo, fanno rivivere i fasti  di tempi antichi e di antiche civiltà.

S’iscareja

L’Asfodelo (s’iscareja) è pianta tipica dell’ambiente sardo. Bellissima nella sua fioritura bianca che a primavera caratterizza colline e monti dell’Isola.

L’asfodelo è una delle tante piante di cui tratta il volume “Piante medicinali in Sardegna” che Enrica presenterà il 24 maggio alla Biblioteca Nazionale di Firenze alle ore 17.00: non mancate!!

Santa Cristina: il pozzo sacro

Il Pozzo Sacro di Santa  Cristina (presso Paulilatino – OR) è sicuramente uno dei monumenti nuragici più affascinanti della Sardegna: una piramide rovesciata si incunea nel terreno sino ad arrivare con il suo vertice alla sorgente sacra. Tutt’intorno i resti del villaggio nuragico e, perfettamente integrata nell’antico santuario pagano, la struttura religiosa con la chiesa e le “cumbessias “per i pellegrini.

Un gatto al mare

Sardegna, Marzo 2010. La stagione turistica non è ancora iniziata. Le seconde case chiuse e i vialetti sommersi dalle erbacce. Unico segno di vita  i gatti, padroni assoluti delle più esclusive località di vacanza.

Il “Pan di Zucchero”

Il “Pan di Zucchero” davanti alla spiaggia di Masua in Sardegna. Un inaccessibile scoglio di granito alto 133 metri: così leggero da sembrare un sughero che galleggia.

Verso Capo Teulada

Sardegna, Giugno 2002.

Un mare incredibilmente trasparente, una spiaggia deserta, due mucche solitariea a godersi il sole e la quiete. In fondo una torre costiera che ancora vigila per avvistare il pericolo dei “saraceni” che arrivano dal mare, ignara che, con l’inizio della stagione turistica, i “nuovi saraceni” arriveranno da terra, alle sue spalle.

Tramonto a S.Teodoro

Tramonto d’Estate a San Teodoro.

Una fetta di Luna in un angolo e il cielo incredibilmente colorato di mille sfumature di rosa; sembra quasi che la natura abbia voluto copiare la tavolozza di Folon.

Murales a Orgosolo

Murales a Orgosolo: un’immagine della fine degli anni ’80, dove  la protesta dipinta sui muri, come riscatto sociale di una popolazione a lungo criminalizzata, contrasta con l’intimidazione dei colpi d’arma da fuoco sul portone del Municipio sforacchiato dai pallettoni.

Orani

Orani, adagiato sulle pendici de “Sa Costa” visto dal Museo Nivola, luogo magico che domina il paese con le installazioni del grande Artista. Chi capita da quelle parti vada al museo ad ascoltare il rumore dell’acqua de “Su Cantaru” che scorre, si sieda 10 minuti nel parco all’ombra di una “Madre” e guardi il paese, la valle che si apre verso il Tirso, le colline che fanno da corona all’abitato. Per un momento si riesce a pensare a una Sardegna diversa, vera. Una Sardegna di pace, di quiete e di cultura, elementi, purtroppo, sempre meno presenti nella nostra amata terra.

Castelsardo

Pomeriggio d’Estate a Castelsardo. Un bambino seduto su un gradino, il sole che picchia e una leggera brezza che s’incanala nei vicoli portando un po’ di refrigerio.

Oleandro

Se capitate in Sardegna a giugno/luglio, andate verso Cala Luna, o lungo il Cedrino, oppure salite sulla torre di Posada e guardate verso il mare: lo spettacolo dell’oleandro fiorito è da non perdere.

Gabbiani

Verso le sei la mattina, d’estate, quando la nave doppia Capo Figari ed entra nel golfo di Olbia, decine e decine di gabbiani accompagnano il traghetto sino all’ormeggio. E loro, con versi striduli e pungenti, obbligano i viaggiatori del mare a guardare in alto, verso il cielo.

Il mare a settembre

Tavolara immobile e maestosa. Una bimba corre sulla spiaggia di San Teodoro.

Intorno silenzio: com’è bello il mare di Sardegna a settembre!!

21 risposte a “in sardegna

  1. vorrei essere quella bambina….

  2. Belle, e bellissima Orani vista da lassù, e soprattutto vista… come tu la vedi! Bravo, Angelino, grazie.

    @ Enrica: come ti capisco… 🙂

  3. Meravigliosa la spiaggia di S. Teodoro, quanti bagni fatti in quella spiaggia quando ero bambina.

    • Le spiagge di S.Teodoro sono sempre splendide, anche se l’incuria e lo sfruttamento turistico intensivo e selvaggio, le snatura rovinandole irrimediabilmente!!

  4. Sono talmente contenta che tu abbia apprezzato le corbulaie che quasi quasi faccio un piccolo ponte, prima che vengano sommerse da nuovi post!
    Ciao, e grazie ancora per le foto: se dovesse capitarmi di usare nel blog quella di Orani sarò lietissima di citare la fonte, te lo dico subito 🙂

  5. bello a settembre, quando anche i pedalò a forma di cigno vengono tirati in secca……

  6. marco merciai

    e se gli acquerelli fossero invece in qualche museo o pubblica esposizione?????

  7. mereu francesco

    Grazie Angelino di averci trasportato in qualche minuto nella nostra cara sardegna,non senza un po di nostalgia. Complimenti per i tuoi capolavori, sperando di visitare una tua mostra in sardegna al prossimo anno. Auguri a Enrica per il lavoro sul’asfodelo . Buona continuazione.

    • Ciao.
      Mi fa veramente piacere leggere il tuo scritto. Sono contento che il mio blog sia servito a farvi viaggiare per un attimo in Sardegna e spero veramente che ci si riesca a vedere in Sardegna.
      Fatemi sapere quando rientrate …. non si sa mai che non sia anch’io a S.Teodoro.
      Un bacione e un abbraccio, anche da parte di Enrica

  8. Alessandra lucini

    Ed io faccio travasi di bile perchè non so quando riuscirò a tornare in Sardegna, forse mai, però….mai dire mai…..stoicamente continuo a sognare di tornare

  9. Caro Angelino non ci crederai ma vedere e ricordare tutte queste belle locolità della Sardegna c he ho visitato con imiei giovani allievi mi ha commossa e con queste lacrime,di gioia nel ricordo,ti ringrazio e ti auguro di non smettere mai di essere un “poeta”.ciao saluti alla cara Enrica
    annamaria

    • Cara Anna Maria,
      Grazie per l’apprezzamento, per la stima e per l’amore che da sempre dimostri per la terra sarda …. “poeta”, però, è un po’ troppo!!

  10. Buonasera,
    approdata su questo blog come una naufraga, anzi no come una passeggera su un traghetto tirrenia che alle 6 di mattina avvista il gabbiano alle prime luci dell’alba.
    Bello questo blog pieno di Sardegna, bella la Sardegna che racconti e vivi, belli i ricordi.
    La Sardegna che conosco io, geograficamente è un po’ la tua.
    Ma la mia è una Sardegna sublimata, che non esiste più, è la terra vista con gli occhi di mio padre, ascoltata attraverso l’accento dei miei nonni, vissuta nei tanti viaggi che sin da bambina mi hanno portato e ancora mi portano ogni volta che posso in Sardegna.
    Una Sardegna alla quale sento di essere molto legata, e che grazie al tuo blog ora sento più vicina.
    Grazie.

    • Cara Silvia,
      ti ringrazio per le belle parole e per l’apprezzamento. Certo la Sardegna è cambiata tanto, ha tanti problemi, e noi che siamo “fuorusciti” tendiamo a idealizzare ricordi e esperienze passate. E’ vero, però, che ogni volta che rimetto piede nell’Isola sento profumi e sensazioni che solo la nostra terra sa restituirci.
      Un saluto da Firenze a te, ovunque tu sia, e al tuo cognome dorgalese che, come il mio oranese, ci lega indissolubilmente alla terra madre.

  11. roberto vitali

    la foto a cui è stata attribuita la località serra orrios presso dorgali è stata ripresa all’interno della grotta di tiscali. robevitali@libero.it

  12. roberto vitali

    chiedo scusa avevo letto la didascalia sbagliata!!!!!!!!!!!!1

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