Un articolo pubblicato nel 1920 sul “Giornalino della Domenica”, e nel quale si parla di una recita organizzata dai bambini di Nuoro, offre l’occasione per scoprire che Indro Montanelli ha vissuto la sua prima infanzia in Sardegna. Dalle ricerche effettuate si apprende che il giornalista aveva stabilito, dopo questa permanenza, un forte legame d’affetto con l’Isola che mantenne poi per tutta la vita. Nello scritto “Nuoro”, apparso nel 1960 nel volume “Tagli su misura” (Ed. Rizzoli), Montanelli ripercorre momenti felici nella Nuoro della sua infanzia, il tutto accompagnato anche da amare considerazioni su una città completamente cambiata rispetto a quella che aveva conosciuta da bambino.
Lo scritto di Montanelli è corredato da alcune illustrazioni appositamente realizzate con incomparabile maestria dall’artista Paolo Curreli che ha così fissato personaggi e scorci della città e ha reso ancora più prezioso il n. 11 di Sardus Paper.
Pagine 36 con illustrazioni a colori di Paolo Curreli. Edizione di 99 copie numerate. Carta Tintoretto touch class avorio da 130 g – copertina 300 g., legatura con punti spillati, cm 14,5×21.
Con il fascicolo di Sardus Paper n. 10 – Dicembre 2023 – si conclude il primo anno di vita della collana editoriale avviata a gennaio del 2023. Lo scritto “Natale in Sardegna” è opera di Mercede Mundula (1890-1947), raffinata intellettuale, scrittrice, giornalista, traduttrice di importanti autori stranieri, indubbiamente una delle figure più interessanti per quanto riguarda la letteratura sarda, e non solo, del ‘900.
L’articolo, ripreso dalla rivista La Festa (n. 50/51 del 1928), è collocabile tra l’articolo di costume e la ricerca etnografica. Mercede Mundula, infatti, indugia nella narrazione giornalistica per quanto attiene l’atmosfera che permea il Natale in Sardegna, ma si sofferma su un’accurata descrizione di alcune particolari usanze o giochi ricorrenti durante le festività che rivelano in Lei aspetti da attenta osservatrice delle tradizioni popolari dell’Isola. La prefazione di Teresa Porcella, che illustra la figura e l’opera della Mundula, è un utile e prezioso complemento per capire meglio la figura della scrittrice.
Pagine 20 con illustrazioni di Cisari e Melkiorre Melis. Edizione di sole 70 copie numerate. Carta Tintoretto touch class avorio da 130 g – copertina 300 g., legatura con punti spillati, cm 14,5×21.
E’ un progetto editoriale da me ideato e curato che punta a recuperare e valorizzare scritti brevi, poco conosciuti e spesso inediti, di argomento sardo.
Il nome “Sardus Paper” trae origine dalla divinità nuragica “Sardus Pater” e si basa sul gioco di parole che trasforma “Pater” in “Paper”, che, tra l’altro, ricorda la voce papiru= carta in lingua sarda, chiaro riferimento al mondo dei libri.
Il progetto editoriale“Sardus Paper” prevede il recupero e la pubblicazione di vere e proprie rarità di argomento sardo, scritti brevi poco noti se non addirittura inediti a partire dal 1800 fino ai giorni nostri. In particolare saranno riproposti articoli, memorie e relazioni con lo scopo di far conoscere personaggi e vicende legate all’arte, alle scienze, alla storia, alle tradizioni e, in generale, alla cultura della Sardegna. “Sardus Paper” proporrà, inoltre, scritti inediti di autori contemporanei.
La scelta editoriale prevede una tiratura limitata di copie numerate che sarà possibile ricevere solo a richiesta: il progetto è rivolto, infatti, a un selezionato pubblico di collezionisti e bibliofili amanti della Sardegna e non seguirà, pertanto, i tradizionali canali di distribuzione.
“Sardus Paper”, progetto editoriale pubblicato con le Edizioni Nardini di Firenze (www.nardinieditore.it), non esclude collaborazioni con autori, associazioni, enti e istituzioni sensibili a temi legati alla cultura sarda
Sardus Paper ha le seguenti caratteristiche: * Una pubblicazione al mese di 40/60 pagine * Tiratura 60/70 copie numerate. Stampa bianco/nero o colore * Formato A5 – cm 15 x 21; Legatura con doppio punto metallico * Font: Cocosardo e Monterchi Sans Light dello studio Zetafonts di Firenze. * CartaTintoretto Gesso da 130 grammi (copertina 300 grammi)
Mercoledì 21 Settembre, alle ore 17.00, presso la splendida Villa Argentina a Viareggio, sarà presentato il mio libro “Il Nivola ritrovato. Un artista tra l’America e il Mugello“, edito da Nardini di Firenze nel 2012 e quest’anno, dopo dieci anni, ristampato in nuova edizione in quanto la prima era andata esaurita.
La scelta di Villa Argentina non è casuale. L’edificio, infatti, conserva al suo interno uno straordinario ciclo pittorico realizzato dall’artista sassarese Giuseppe Biasi (1885-1945) nel 1930 su commissione dei proprietari della villa, i conti di Sant’Elia, originari di Sassari come l’artista.
L’idea, dunque, di far “incontrare” Nivola e Biasi, due tra i più grandi artisti sardi del ‘900 che mai, forse, si incontrarono in vita, mi ha indirizzato verso Villa Argentina che, grazie alla sensibile attenzione della Provincia di Lucca, è stata concessa per l’evento.
La presentazione sarà condotta da Silvia Alessandri, già vicedirettrice della Biblioteca Nazionale di Firenze, ed è prevista una testimonianza di Giorgio Angeli, titolare dei laboratori artistici per la lavorazione del marmo, dove Nivola ha realizzato tutte le sue opere.
Una bella occasione, dunque, per parlare di artisti sardi fuori dalla Sardegna e, per chi vorrà intervenire, la possibilità di ammirare quello splendido gioiello artistico ed architettonico che è Villa Argentina.
La cartolina, illustrata dall’artista sassarese Remo Branca (Sassari, 1897 – Roma, 1988), firmata “Remo 1919”, risulta spedita da Genova per Piacenza nel 1920. La cartolina, come riporta la dicitura sul retro, fa parte di una serie edita dalla “Federazione Giovane Sardegna”, associazione costituita nel 1919 da cui ebbe origine il Partito Sardo d’Azione. Sezioni della “Giovane Sardegna” furono costituite nell’Isola e nelle principali città italiane. Dell’assemblea, convocata nel 1919 per la costituzione della sezione di Torino, parla anche Antonio Gramsci negli scritti sulla questione meridionale, individuando come promotore dell’iniziativa Pietro Nurra, (Alghero 1871 – Genova 1951), studioso di tradizioni e letteratura popolare sarda e bibliotecario presso la Biblioteca Universitaria di Genova. La “Giovane Sardegna” venne sciolta dal fascismo, al pari di tante altre associazioni, nel 1926.
Nel numero di Marzo del 2002, la prestigiosa rivista americana di architettura e design “Metropolis”, dedicò un ampio inserto a Costantino Nivola curato da Paul Makovsky. L’articolo, intitolato “Sand Man” illustrava tutte le opere realizzate da Nivola per gli spazi pubblici di New York e proponeva un itinerario di visita per riscoprirle. Quando nel 2013 andai a New York, quella rivista ci fece da guida e, quasi fosse una caccia al tesoro, con Enrica e Arianna ci si divertì a scoprire la città seguendo un itinerario “Nivoliano”.
Non mancò, ovviamente, la visita all’area dello Stephen Wise Towers dove, tra graffiti e sculture, era evidente il segno profondo lasciato dalla creatività di Nivola nel progetto di sistemazione dell’area curato dall’architetto Richard Stein. Fu emozionante in quell’area vedere i cavallini in cemento realizzati da Nivola che, solidamente fissati al terreno, davano vitalità a un ampio spazio con la loro immobile corsa, destinata a prendere vita con i giochi dei bambini, pronti a cavalcarli e volare con la fantasia verso mondi fantastici.
Devo ammettere che davanti a quei cavallini non ho resistito: il richiamo era talmente forte ch e mi ci sono seduto anch’io, giusto per provare a capire quale fosse stato l’intento di Nivola. Fu una sensazione piacevole, utile per comprendere meglio il senso dell’opera complessiva che, dalla prospettiva del cavallino, permetteva di ammirare dal basso verso l’alto l’intera parete dell’edificio di fronte, con il grande graffito, e di spaziare con lo sguardo per tutta l’ampiezza del giardino dov’erano disposte le altre sculture di Nivola.
Oggi, 9 marzo 2021, apprendo che l’area dello Stephen Wise Towers è stata smantellata, che i cavallini sono stati rimossi senza riguardo (pare spaccati a colpi di mazza) per un progetto di “riqualificazione” dell’area.
Se le cose stanno realmente così, siamo veramente di fronte a un “crimine” da condannare senza appello.
Siamo di fronte a una chiara manifestazione di insensibile ignoranza da parte di amministratori che non hanno la minima percezione di quello che stanno facendo. E’ impensabile, infatti, che una città come New York, che ha fatto della multiculturalità la sua bandiera, ricca di storia e testimonianze artistiche legate a tutti i popoli e a tutte le culture, permetta un tale scempio in nome di una fantomatica “riqualificazione”, senza prima preoccuparsi di capire la portata dell’intervento. Non è la prima volta che opere d’arte vengono “mandate al macero” e, probabilmente, non sarà neanche l’ultima; di quella giornata, purtroppo, rimarranno solo le foto e il piacevole ricordo, accompagnato però dal rammarico per la perdita, come scrisse Pietro Porcinai, di quel “giardino senza età, che diverte bambini e adulti”.
C’è una strada, via Gavino Cherchi, situata nella periferia di Parma, nella zona del Parco del Naviglio, dedicata al giovane intellettuale e giornalista nato a Ittireddu in provincia di Sassari il 15 agosto 1911. Dopo aver insegnato in varie città della penisola, si stabilì a Parma dove fu docente di Lettere e Filosofia presso il liceo classico Romagnosi.
Nel 1941 la casa editrice Guanda pubblicò il suo primo e, purtroppo, unico romanzo “Cuore di donna”: la passione letteraria di Gavino Cherchi, infatti, fu ben presto sovrastata dalle scelte di vita che, visto il periodo storico, si trovò a dover affrontare. Dopo l’8 settembre 1943 Gavino decise di aderire alle formazioni partigiane con il nome di battaglia “Stella”. Da subito ricoprì il ruolo di responsabile del SIP (Servizio Informazioni Partigiano) di Parma ed ebbe l’incarico, fra l’altro, di controllare gli spostamenti delle truppe tedesche e segnalarli alle brigate partigiane. Rivestiva, pertanto, un ruolo estremamente delicato che lo esponeva a enormi rischi che, alla fine, si riveleranno fatali. Il 5 marzo del 1945, infatti, a seguito di una delazione, venne arrestato dalla polizia tedesca. Senza subire alcun tipo di processo, il 28 marzo, dopo tre settimane di prigionia e sevizie, a Casalmaggiore sulle rive del Po, venne ucciso a raffiche di mitra assieme ai partigiani Ines Bedeschi e Alceste Benoldi. I corpi dei tre, gettati nel fiume, non sono mai stati ritrovati.
Gavino Cherchi
Una storia triste per un apprezzato giovane intellettuale che avrebbe potuto dare un prezioso contributo al mondo della cultura e dell’insegnamento.
Il cippo in memoria dei tre partigiani uccisi dai tedeschi
Di lui rimane il nome su una targa che indica una via periferica di Parma e il nome su un cippo nel punto dove venne fucilato. Rimane, però, anche il ricordo da parte dei familiari e dei tanti che non hanno voluto mai dimenticare e che periodicamente ricordano la figura e l’opera di Gavino Cherchi: gli studenti del liceo Romagnosi di Parma, che hanno svolto importanti ricerche affinché il suo ricordo non andasse disperso, il circolo dei sardi di Parma che ne ha sempre mantenuto viva la memoria, la compagnia Theatre en Vol, fondata da Puccio Savioli e da Michelle Kramers, che dal 2015 mette in scena lo spettacolo “IlVento, storia di Gavino e di altri dispersi”, tratto dal saggio “Il viaggio più lungo” di Gavina Cherchi, nipote del partigiano ucciso e, non ultimi, i familiari di Gavino Cherchi che mai hanno smesso di ricordarlo e onorarlo, in Sardegna e fuori dall’Isola.
Copertina
Scrivo queste considerazioni avendo tra le mani “Cuore di donna” che ho acquistato in una libreria di libri usati.
E’ un libro che si presenta bene grazie alla grafica della copertina, illustrata da Cagnolati (autore anche delle illustrazioni interne), che rappresenta il mondo della scuola ben conosciuto da Gavino Cherchi.
La prefazione al libro è a cura di Lanfranco Fava (1911-1979 ), autore di diverse pubblicazioni, soprattutto di poesie, coetaneo e amico di Cherchi, con il quale condivideva la passione per le lettere e per la lotta antifascista, visto che anche Fava fu tra i primi ad entrare in clandestinità con le formazioni partigiane.
Illustrazione interna
“Cuore di donna” è un romanzo in perfetta sintonia con quella che era la narrativa del tempo. Una storia che si svolge fra Parma e Piacenza dove, come scriveva Manlio Brigaglia su La Nuova Sardegna del 3 novembre 2005, “Elda, il personaggio principale, è mossa da nobili sentimenti che si scontrano con i luoghi comuni e l’immoralità della società borghese, da cui proviene Maurizio, il suo uomo, che dopo alterne vicende finirà col pagare, buttandosi nella guerra fascista, la sua insoddisfazione della vita e la sua amoralità”.
Un libro mai più edito e quindi non facile da reperire che son ben lieto sia entrato a far parte della mia collezione di autori sardi. Un volume che va oltre i contenuti dello scritto e che, guardando alla breve vita dell’autore, rimanda a tematiche da tenere sempre ben presenti, soprattutto in questi tempi bui, nei quali l’esercizio del ricordo e della memoria sembrano attività difficili da praticare.
Una cartolina pubblicitaria spedita da Cagliari a Ballao nel 1937 riproduce un dipinto di Mario Delitala. Come riportato nel frontespizio della cartolina, il quadro risulta “espressamente eseguito per la Ditta Ing. F.Sisini Macchine per l’Agricoltura“ con sede a Sassari , Cagliari e Oristano. Il dipinto, utilizzato sempre dalla ditta Sisini per un manifesto del 1913 è contemporaneo della tempera “Il guardiano della vigna” che Delitala realizzò per la ditta vinicola Zedda-Piras, e che ancora oggi è utilizzato nell’etichetta del “filu ferru”, la tipica grappa isolana.
Un viaggio alle origini del genio di Edina Altara (1898-1983) nel fascicolo n. 36 di Sardus Paper. La pubblicazione è incentrata sulla straordinaria e penetrante lettura critica che Raffaello Giolli le dedicò nel 1917 su Pagine d’Arte, quando l’artista aveva appena diciott’anni. Un testo sorprendentemente moderno in cui il critico militante riconobbe da subito l’originalità assoluta della giovane sassarese, capace di elevare la carta ritagliata a linguaggio artistico, poetico e autonomo. Ad arricchire il fascicolo c’è lo sguardo intimo del pronipote e giornalista Federico Spano, che attraverso i suoi ricordi d’infanzia e una ricerca ventennale ricostruisce la dimensione più autentica di “zia Edina”. Un recupero storico ed emotivo imperdibile, per restituire a un’artista visionaria il posto che merita nel Novecento.
Pagine 36 con 13 illustrazioni nel testo Edizione di 80 copie numerate. Carta Prisma Bianca Martellata Favinida 120 g – copertina 300 g., legatura con punti spillati, cm 14,5×21. ISBN 9788884152503
Se vuoi scoprire la Sardegnaattraverso gli occhi dei suoi grandi protagonisti, ABBONATI ORA ALLA COLLANA SARDUS PAPER! Una collana editoriale sulla Sardegna, ideata e curata da Angelino Mereu.
Con l’abbonamento riceverai regolarmente i dieci fascicoli previsti per il 2026 e avrai accesso privilegiato a storie uniche dedicate a figure che hanno plasmato l’identità artistica e culturale della Sardegna.
Non aspettare!Abbonati e immergiti nell’affascinante universo della cultura sarda!
Sardus Paper: abbonamento annuale (10 numeri) a 98,00 euro Bonifico intestato a: LIBRILIBERI EDITORE di Mattia Lilliu – IBAN: IT76Q0326802800052105211380 Causale: Sardus Paper anno 2026
Attenzione: Precisare CODICE FISCALE E NOMINATIVO di chi effettua l’abbonamento e NOMINATIVO E INDIRIZZO di chi deve ricevere la pubblicazione.
Nel fascicolo n. 35 della collana Sardus Paper andremo alla scoperta della poetessa e scienziata Teresa Mundula, voce autorevole e limpida della poesia in sardo campidanese del Novecento.
Innamorata visceralmente della sua città, la Mundula compone, tra il 1941 e il 1946, Casteddu un vero e proprio ritratto di Cagliari, nei suoi spazi (dal mare, allo stagno, ai monti, passando per il Bastione e il centro città) e nei suoi momenti (dall’alba al tramonto), in un gioco di luci e rimandi in cui i paesaggi esterni e quelli interiori si evocano a vicenda. La poesia, che vince nel 1946 il Premio Sanremo per la Poesia Dialettale, viene qui riproposta, in occasione degli 80 anni dall’evento, affiancata, per la prima volta, dalla traduzione “letterale” in italiano della stessa Mundula e da un audio in cui si può godere la lettura fatta dalla viva voce dell’autrice. A completare quest’esperienza di immersione nella Cagliari a cavallo tra gli anni ’30 e i primi anni ‘40, le acqueforti di un’altra grande donna, Anna Marongiu Pernis, che restituiscono allo sguardo la bellezza di una città che la guerra, di lì a poco, devasterà in modo diffuso.
Anche per questo, la poesia della Mundula, iniziata nel ’41 ma terminata nel ’46, può essere considerata come una sorta di inno alla bellezza eterna della città.
Saremo guidati in questo viaggio da Teresa Porcella, studiosa e nipote della Mundula, e tutti insieme potremo godere la forza della poesia di questa scrittrice che, dell’uso della sua lingua madre in tutti i suoi registri, aveva fatto il suo più grande e felice atto di ricerca identitaria: “Scrivere in cagliaritano è per me il vero godimento della sincerità…”
Se vuoi scoprire la Sardegnaattraverso gli occhi dei suoi grandi protagonisti, ABBONATI ORA ALLA COLLANA SARDUS PAPER! Una collana editoriale sulla Sardegna, ideata e curata da Angelino Mereu.
Con l’abbonamento riceverai regolarmente i dieci fascicoli previsti per il 2026 e avrai accesso privilegiato a storie uniche dedicate a figure che hanno plasmato l’identità artistica e culturale della Sardegna.
Non aspettare!Abbonati e immergiti nell’affascinante universo della cultura sarda!
Sardus Paper:abbonamento annuale (10 numeri) a 98,00 euro
Bonifico intestato a: LIBRILIBERI EDITORE di Mattia Lilliu – IBAN: IT76Q0326802800052105211380 Causale: Sardus Paper anno 2026
Attenzione: Precisare CODICE FISCALE E NOMINATIVO di chi effettua l’abbonamento e NOMINATIVO E INDIRIZZO di chi deve ricevere la pubblicazione.
“Donne spaccapietre” (1950) – “Gairo scivola a valle” (1952): due scritti sulle donne sardedi Joyce Lussu.
La collana #SardusPaper rinnova il suo impegno nel dare voce alle grandi protagoniste della storia e della cultura isolana. Dopo i fascicoli dedicati a Grazia Deledda e Maria Giacobbe, il nuovo tassello di questo progetto di riscoperta è dedicato a una figura straordinaria per carisma e intelletto: Joyce Lussu.
Il #SardusPaper numero 33, già disponibile, attraverso due scritti di Joyce #Lussu ci restituisce un ritratto vivido e profondo delle donne sarde di quegli anni, raccontandone le lotte, la quotidianità e la forza silenziosa.
Ad accompagnare il lettore in questo viaggio tra le pagine è la prefazione di Bastiana Madau, che cura l’introduzione a una Sardegna narrata rigorosamente al femminile. Un vero e proprio atto di valorizzazione necessario per mantenere viva la memoria di chi ha contribuito a costruire l’identità sociale della nostra terra.
SARDUS PAPER: ABBONAMENTO ANNUALE (10 NUMERI) A 98,00 EURO
Bonifico intestato a: LIBRILIBERI EDITORE di Mattia Lilliu – IBAN: IT76Q0326802800052105211380 Causale: Sardus Paper anno 2026
Attenzione:
Precisare CODICE FISCALE E NOMINATIVO di chi effettua l’abbonamento e NOMINATIVO E INDIRIZZO di chi deve ricevere la pubblicazione.
Eccolo il #SardusPaper n° 29 di novembre 2025. Un numero che raccoglie l’articolo pubblicato sulla rivista americana Fortune (1953) a proposito della campagna contro la malaria in Sardegna con il DDT. L’articolo è accompagnato dalle illustrazioni che l’artista Costantino Nivola realizzò in quel frangente. Sono immagini che offrono una testimonianza unica della campagna in quanto, mentre l’articolo celebra il trionfo scientifico americano, Nivola, da sardo, ha immortalato la dignità e la vita quotidiana del popolo, con una visione che va ben oltre i dati numerici.
E se l’intervento americano ha debellato le zanzare, ha comunque lasciato una pesante eredità di problemi ecologici e non ha risolto le sfide sociali strutturali esistenti. In questo quadro l’arte di Nivola diventa un fondamentale contrappunto umano rispetto a una visione più che ottimista del progresso tecnico. Un’eredità ancora attuale, quella trasmessa dai disegni di Nivola, che ci invita a riflettere sul fatto che il vero sviluppo va oltre la sconfitta di un insetto e richiede un impegno costante su sfide sociali e politiche.
Per informazioni o abbonamenti: LibriLiberi Editore: info@libriliberieditore.it – www.libriliberieditore.it L’abbonamento annuale (10 numeri) costa 98.00 euro. Per abbonarsi è sufficiente effettuare un Bonifico intestato a: LIBRILIBERI EDITORE IBAN: IT76Q0326802800052105211380 – Banca SELLA
Nella Causale precisare “Sardus Paper anno 2025”, avendo cura di comunicare Codice Fiscale, nome e indirizzo del destinatario dell’abbonamento.
Il settimanale «Domenica» pubblica nel 1946 un reportage su Cagliari bombardata, firmato “Pat”, nel quale viene descritta la devastazione della città. L’articolo riporta un’intervista all’allora sindaco Cesare Pintus sulla ricostruzione. Il racconto diretto di Benedetto Porcella, oggi ultracentenario, testimonia dei giorni più duri dei bombardamenti e completa il contenuto del fascicolo 28 di Sardus Paper. La vera curiosità del servizio di «Domenica», comunque, consiste nel fatto che i tre disegni a corredo dell’articolo sono opera di Galep (Aurelio Galleppini), destinato alla celebrità come disegnatore di Tex Willer. Tre disegni, praticamente inediti, che raccontano in diretta lo sfacelo provocato dai bombardamenti sulla città.
Il fascicolo n. 28 di Sardus Paper, sarà presentato Lunedì 13 Ottobre, ore 18.00, a Cagliari, presso la Biblioteca metropolitana Emilio Lussu – Sala Giovanni Lilliu in Via Romagna, 16 (Ingresso Cittadella della Salute)
Come fare ad abbonarsi e ricevere direttamente a casa i prossimi 10 numeri di Sardus Paper: È semplicissimo, basta un bonifico bancario di 98,00 Euro con i seguenti dati: Intestatario: LIBRILIBERI EDITORE
IBAN:IT76Q0326802800052105211380
Causale:Abbonamento Sardus Paper 2026
Ricordati di indicare l’indirizzo email e il nome (e se sei un nuovo abbonato, l’indirizzo di spedizione completo e il tuo codice fiscale) nella comunicazione del bonifico, così saremo certi di raggiungerti!
Se sei un NUOVO ABBONATO: Entra a far parte della nostra comunità di lettori curiosi! Se invece preferisci fare una prova, i singoli numeri costano 12,00 Eurol’uno e possono essere ordinati sul sito dell’editore Libri Liberi https://www.libriliberieditore.it/.
Se sei gia ABBONATO: Il tuo supporto è fondamentale. Rinnova subito per non saltare neanche un mese di Sardegna! Abbiamo tantissime sorprese in serbo, fino al numero 30 di dicembre 2025 e per tutto il 2026!
Antonio Taramelli, celebre archeologo e figura di spicco per quanto riguarda la riscoperta della civiltà nuragica, fu anche un attento osservatore della Sardegna e di tutti i suoi aspetti culturali, compresa la gastronomia sarda. Nel 1930, Taramelli pubblicò un articolo che oggi viene riproposto nella collana Sardus Paper. Si tratta di una vera e propria guida enogastronomica, in cui l’autore esplora e descrive con passione i prodotti dell’isola, dai pani come il carasau e il moddi, ai vini robusti del Campidano e dell’Ogliastra. Questo testo rivela uno sguardo profondo sulla cultura del cibo come espressione del territorio, offrendo una prospettiva unica su una Sardegna che va oltre i nuraghi.
LibriLiberi Editore: info@libriliberieditore.it – www.libriliberieditore.it L’abbonamento annuale (10 numeri) costa 98.00 euro. Per abbonarsi è sufficiente effettuare un Bonifico intestato a: LIBRILIBERI EDITORE IBAN: IT76Q0326802800052105211380 – Banca: SELLA CAVOUR 01 Nella Causale precisare “Sardus Paper anno 2025”, avendo cura di comunicare Codice Fiscale, nome e indirizzo del destinatario dell’abbonamento.
Per informazioni, abbonamenti o acquisto singoli fascicoli:
Innumerevoli sono i motivi per ricordare in modo degno Emilio Lussu (Armungia 1890 – Roma 1975): la sua partecipazione alla prima guerra mondiale come ufficiale della Brigata Sassari, l’attività politica svolta prima nel Partito Sardo d’Azione e poi in Giustizia e Libertà e nel Partito Socialista, la militanza antifascista contro Mussolini e il suo regime, l’impegno politico in seno alla Costituente e al Senato della Repubblica.
Senza tralasciare l’attività di scrittore e di pubblicista: è sufficiente ricordare quel capolavoro che è “Un anno sull’altipiano”, unanimemente conosciuto come il più bel libro sulle vicende legate al primo conflitto mondiale.
“Sardus Paper”, grazie all’assiduo lavoro di ricerca di Giuseppe Caboni, è in grado di riproporre alcuni brani poetici scritti da Emilio Lussu in occasioni diverse. Sono tre poesie: la prima in sardo, più strutturata, scritta all’amico Peppino Obino per ringraziarlo del dono di un fiore rosso, la seconda scritta a Giancarlo Pajetta che gli aveva inviato in dono l’opera di Majakovski e la terza indirizzata a Luciano Della Mea, compagno di partito e amico. Queste poesie rivelano aspetti inediti e aiutano a comprendere meglio il personaggio e a capire l’intenso rapporto che aveva con gli amici.
“Sardus Paper” ripropone anche un articolo comparso su una rivista del Touring Club Italiano nel quale Lussu spiega e introduce quanto da lui auspicato per la Sardegna in tema di “Turismo”.
“Sardus Paper”, infine, presenta alcune vignette riprese dal quotidiano democristiano Il Popolo e custodite tra le carte di Emilio Lussu. Le vignette, realizzate dal disegnatore Mameli Barbara, prendono di mira Lussu ponendolo al centro dell’attenzione satirica degli avversari politici che in lui vedevano un “pericoloso” ostacolo verso quell’accordo tra la DC e il PSI di Nenni che, alla fine, avrebbe portato alla stagione dei governi di Centro-Sinistra.
Pagine 40 con 17 illustrazioni nel testo Edizione di 80 copie numerate. Carta Tintoretto Gesso da 130 g – copertina 300 g., legatura con punti spillati, cm 14,5×21. ISBN: 9788840407081
“Carattere del popolo sardo” (1936) di Giovanni Cau
Giovanni #Cau, sardo (era nato a Cagliari nel 1892), studioso e insegnante di materie scientifiche nonché giornalista e scrittore. Helga #Elmqvist, svedese, pittrice e traduttrice di racconti nordici.
Quella tra i due fu una bella storia d’amore. Si conobbero a Firenze dove si sposarono nel 1928.
Una bella storia anche da un punto di vista intellettuale, con l’incontro tra due culture e con Helga che ebbe profonda influenza sull’attività di Cau, sia per l’apporto grafico che la pittrice diede ai libri dello scrittore, sia perché, tramite lei, Cau entrò in stretto contatto con tutto il repertorio fiabesco legato alla cultura nordica, arricchendo così il suo stile narrativo.
Una bella storia finita in tragedia il 29 giugno 1944 a #Civitella, in provincia di Arezzo, quando si consumò una delle più efferate tragedie ad opera delle truppe naziste contro i civili inermi: 244 civili trucidati per rappresaglia, tra i quali Giovanni Cau e Helga Elmqvist.
L’articolo di Giovanni Cau che #SardusPaper ripropone è un articolo sul “carattere” del popolo sardo. Un articolo del 1936 perfettamente in linea con i dettami del regime fascista che, proprio in quegli anni, nella sua propaganda, metteva in risalto la “stirpe sarda”. Giovanni Cau, senza mai eccedere in esaltazioni sulle persone o sui fatti narrati, racconta la sua #Sardegna con equilibrio e pacatezza. E l’articolo testimonia, semmai, proprio l’indole tranquilla di Cau che ricercando a Civitella la tranquillità per lui e per la sua famiglia, lontano dai clamori e dai rischi della guerra, finì per essere vittima di una barbarie cieca e assassina, guidata solo da una volontà sterminatrice.
Pagine 32 con 14 illustrazioni nel testo Edizione di 70 copie numerate. Carta Tintoretto Gesso da 130 g – copertina 300 g., legatura con punti spillati, cm 14,5×21.
A Cagliari, in passato, per conquistare la donna amata, era d’obbligo ricorrere a “su fastiggiu”, una sorta di corteggiamento a distanza, fatto di sguardi e di gesti, nel quale spesso lo scambio di parole o il solo sfiorarsi erano obiettivi irraggiungibili.
Dina Azzolina Pisano, scrittrice e scienziata (una delle prime donne laureate in Sardegna) in un articolo pubblicato nel 1929 dalla rivista Mediterranea, racconta gli approcci e le tecniche legate a “su fastiggiu”, oltre a presentare uno spaccato di una Cagliari di un tempo dove certe tradizioni, seppur di chiara importazione spagnola, erano molto radicate in tutti gli strati sociali della città.
#SardusPaper n. 17 ripropone integralmente lo scritto apparso su Mediterranea, comprese le illustrazioni di Giuseppina Coroneo che, con garbo ed eleganza, corredavano l’articolo.
Pagine 28 con 14 illustrazioni di Giuseppina Coroneo nel testo Edizione di 70 copie numerate. Carta Tintoretto Gesso da 130 g – copertina 300 g., legatura con punti spillati, cm 14,5×21.
“Le decorazioni arcaiche dei costumi sardi” di Caterina Cucinotta
Nel 1956, dal 25 aprile al 1° Maggio, si svolse in Sardegna, a Cagliari, Nuoro e Sassari, il VI° Congresso Nazionale delle Tradizioni popolari. Gli atti dell’evento vennero raccolti in un numero speciale della rivista “Lares”, la più accreditata pubblicazione per quanto riguarda gli studi sulle tradizioni popolari.
Tra i tanti scritti presenti su “Lares” è riportato anche l’intervento di Caterina Cucinotta (1900-1978) dedicato alle decorazioni arcaiche dei vestiti tradizionali della Sardegna. Uno scritto dal quale emerge la grande competenza tecnica dell’autrice che non solo studiava i costumi ma li realizzava anche praticamente. Dallo scritto di Caterina Cucinotta si comprende, ad esempio, quanto nel tempo siano cambiate le tecniche e quanti dettagli, anche importanti, del vestiario tradizionale abbiano subito modifiche e variazioni.
In questo numero di “Sardus Paper” Giancarlo Bruschi, nipote di Caterina Cucinotta, ne traccia una biografia ricca di dettagli per comprendere e scoprire una ricercatrice ai più sconosciuta, mentre Pietro Clemente analizza la figura della Cucinotta inquadrandola nella cultura e del suo tempo, in quel dibattito sugli studi antropologici sviluppatosi in Italia a partire dal secondo dopoguerra. Il tutto accompagnato da disegni e illustrazioni inedite realizzate da Caterina Cucinotta.
Sardus Paper n. 15 – Maggio 2024 Pagine 40 con numerose illustrazioni a colori. Edizione di 80 copie numerate Carta Tintoretto Gesso da 130 g – copertina 300 g., legatura con punti spillati, cm 14,5×21.