cose mie

articolo nuova sardegnaLa segnalazione di “Mastros de Linna” su La Nuova Sardegna

“Mastros de Linna” su La Nuova Sardegna di Giovedì 23 ottobre.
Occorre precisare però che alla Croce Verde Orani sarà devoluto parte dell’incasso dei libri che la stessa Croce Verde sta provvedendo a vendere a Orani

 

Mastros de Linna: la poesia di Totoni Pinna

PRESENTAZIONE (28)

In occasione della presentazione del volume “Mastros de Linna” a Orani, tenutasi sabato 27 Settembre 2014, ho avuto l’onore di una poesia estemporanea dedicatami da Totoni Pinna.
Totoni, classe 1934, da sempre dotato di una grande vena poetica, dopo un breve periodo di emigrazione in Germania ha lavorato presso le miniere del talco di Orani.
Alcuni dei suoi componimenti poetici dialettali sono stati pubblicati nei due volumi “Cantores de Orane” dedicati ai poeti oranesi e pubblicati negli anni ’90 a cura dell’Associazione Archè di Orani.

Questo il testo, in sardo e in italiano, della poesia composta e recitata da Totoni:

Angelinu mi complimento chin meda simpatia
Ca di distinghes tra sos nostros paesanos
Mancari vivas in locos lontanos
Has pro Orane amore e nostalgia

Prima has iscrittu chin grande valentia
De Nivola sas gloriosas manos
Oje has iscrittu de sos nostros artigianos
Chi si distinghene in custa terra natia

Iscrie Angelo e chin sa pinna nara
Sas cosas bellas de cust’Isola rara.

Angelino mi complimento con molta simpatia
Perché ti distingui tra i nostri paesani
Anche se vivi in posti lontani
Hai per Orani amore e nostalgia

Prima hai scritto con grande valentia
Di Nivola le gloriose mani
Oggi hai scritto dei nostri artigiani
Che si distinguono in questa terra natia

Scrivi Angelo e con la penna narra
Le cose belle di quest’Isola rara

 

MASTROS DE LINNA

copertinaIl Mio nuovo libro Mastros de Linna. Artigiani del legno, falegnami e carpentieri a Orani“, ripercorre la storia della falegnameria oranese a partire dall’800 sino ai giorni nostri.
Il libro (120 pagine e circa 150 foto originali) è edito dalla Casa Editrice Nardini di Firenze.

Il volume sarà presentato a Orani sabato 27 Settembre alle ore 18.00 nell’Auditorium Comunale, nell’ambito della manifestazione “Autunno in Barbagia – Cortes Apertas”.
Interverranno il Presidente della Camera di Commercio di Nuoro, Agostino Cicalò, il Sindaco di Orani Franco Pinna e lo Storico dell’Arte Marco Peri.
Vi aspetto a Orani!!

Ancora “Il Nivola ritrovato a Londra”

“La Notizia”, giornale destinato agli italiani residenti nel Regno Unito diretto e curato da Salvatore Mancuso, nel n°6 di novembre/dicembre 2013 pubblica un articolo di Cristina Polizzi dedicato alla presentazione del libro “Il Nivola ritrovato” tenutasi presso l’Italian Bookshop di Londra lo scorso 12 ottobre.
Rispetto a quanto riportato nell’articolo occorre precisare che il rinfresco, organizzato dallo chef Andrea Casu, è stato offerto dalla Nardini, la casa editrice che ha pubblicato il libro.

ARTICOLO LONDRA 178

 

Nivola tra i grandi del Novecento

2 corridoio Vasariano11Il Corridoio Vasariano è una struttura sopraelevata lunga più di un chilometro che collega Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti. Ideato e fatto realizzare da Giorgio Vasari nel 1565 costituiva un percorso riservato che il Granduca Cosimo I de’ Medici usava per muoversi indisturbato e lontano da chi poteva attentare alla sua vita.
Oggi il Corridoio fa parte della Galleria degli Uffizi e ospita la collezione degli autoritratti d’artista originariamente avviata, nel 1600, dal cardinale Leopoldo de’ Medici.

La collezione, unica al mondo, ammonta a circa seicento opere e permette una visione del tutto originale su quattrocento anni di storia dell’arte:  un viaggio che, a partire dai volti dei più grandi artisti del passato, approda agli autoritratti delle più importanti figure dell’arte del ‘900.

Per quanto riguarda la presenza degli artisti contemporanei, molto si deve a Luciano Berti che ricoprì l’incarico di direttore degli Uffizi dal 1969 al 1987. All’inizio degli anni ’80, quando stava per cadere il 400° anniversario della nascita degli Uffizi come Galleria, Berti ebbe la felice intuizione di chiedere ai più importanti artisti italiani e stranieri il dono d’un autoritratto e, in poco meno di un anno, raccolse oltre cento adesioni che andarono ad aumentare notevolmente la già ricca collezione.

E lo scorso 27 settembre, con la collocazione di 127 opere di autori italiani e stranieri, è stata inaugurata la nuova sistemazione del Corridoio relativa proprio agli artisti contemporanei, con una sezione dedicata interamente ai protagonisti dell’arte del ‘900.
Tra i 127 artisti raffigurati c’è anche Costantino Nivola.
Ecco il mio articolo apparso oggi, 10 dicembre 2013, su La Nuova Sardegna

nivola uffizi

“Il Nivola ritrovato” presentato a Londra

Su La Nuova Sardegna di oggi, 22 ottobre, la segnalazione dell’avvenuta presentazione al The Italian Bookshop di Londra del mio libro “Il Nivola ritrovato. Un’artista tra l’America e il Mugello” .

nivola londra nuova sardegna

Pinuccio Sciola a Firenze

Su La Nuova Sardegna di oggi, 8 ottobre, una pagina intera dedicata alla mostra fiorentina dello scultore Pinuccio Sciola. Testo e foto sono mie.

sciola nuova sardegna

“Il Nivola ritrovato” approda a Londra

foto 001 1 cover IL NIVOLA RITROVATO

Sabato 12 Ottobre, alle ore 19.00, presso l’Italian Bookshop di Londra (http://www.italianbookshop.co.uk/events.php), presenterò il mio libro “Il Nivola ritrovato. Un artista tra l’America e il Mugello”, dedicato all’artista Costantino Nivola e alla sua permanenza in Toscana.
Se siete a Londra mi farà piacere incontrarvi.
Se non siete a Londra, fate di tutto per esserci.
Se avete amici a Londra, ditegli di venire.
Alla presentazione seguirà un aperitivo.
Vi aspetto!!
Questo è l’indirizzo dell’Italian Bookshop: 5 Warwick Street, London W1B 5LU – England

Ciusa su “Tottus in pari”

https://i2.wp.com/tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/08/220px-Francesco_ciusa.jpg

Il mio post su “Ciusa e la Brigata Sassari” è stato ripreso dal sito “Tottus in pari” che l’ha pubblicato integralmente.

Il mio post e la stampa

ARTICOLO UNIONE SARDA

Il post da me dedicato alla lettera scritta da Tito Umana nel 1906 a proposito della disastrosa situazione in cui versava Villasimius (https://amerblog.wordpress.com/2013/01/09/1906-quando-a-villasimius-non-cerano-i-turisti/), ha trovato vasta eco in Sardegna, con una segnalazione prima su L’Unione Sarda (con citazione errata della fonte) e poi sul numero di marzo 2013 de “La Voce del Sarrabus”, mensile del sud-est sardo.

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“Il Nivola ritrovato”: presentazione a Firenze

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Ecco le recensioni apparse oggi, 31 gennaio 2013, su “La Nazione” e su “La Repubblica” per la presentazione a Firenze del mio libro “Il Nivola ritrovato” (Nardini Editore, 2012)

La “Sardegna”

Firenze, 1977. Torneo di calcio universitario. Si partecipa con una squadra costituita in massima parte da sardi (escluso un siciliano, un calabrese e un greco). La squadra si chiama “Sardegna” e, alla fine del girone, ottiene risultati più che dignitosi. Io sono quello in basso a destra. Degli altri compagni, oltre al greco Katzimballis (al centro in basso), ricordo Tore Frulio di Alghero (secondo da sinistra, in piedi), Renato Denti di Nuoro (secondo da destra, in piedi) e Nico Brotzu (secondo da sinistra, in basso)

In attesa del libro…

Il libro è dal rilegatore … e, ormai, è questione di ore!!
Intanto sono arrivati i gadgets … due cartoline da abbinare al “Nivola ritrovato”

Il Nivola ritrovato. Un artista tra l’America e il Mugello

Il libro è in stampa … la presentazione a Orani venerdì 20 aprile; sabato 28 aprile si replica a Dicomano

Santu Vranchiscu

La festa di S.Francesco era una delle tante feste che interessavano la comunità di Orani. La chiesa, collocata in cima al monte che domina il paese, una volta l’anno si animava con messa e processione che partiva dal paese. Ogni anno la festa era gestita da un “priore” che, per voto al santo,  aveva il compito di organizzare i festeggiamenti.
La foto risale ai primi anni ’60 quando priore era mio nonno Giacomo (Andrea) Mereu, quello che regge lo stendardo, e ritrae la processione mentre arriva alla chiesa, con lo sfondo del paese.
Si riconoscono anche mio padre Giovanni (in piedi sulla destra), tziu Bovore Silvas “Recottu” (inginocchiato) e il mio futuro cognato Nicola Silvas.
 

Mamma aveva 17 anni

Una foto scattata in “Su Cantareddu” a Gonare nel 1941.
In primo piano, con l’organetto a tracolla tziu Angelinu Bertocchi. Si riconoscono anche mio zio Raimondo (avvolto dalla nuvola di fumo dell’eterna sigaretta), tziu Antoni Cavada (seduto in camicia bianca, proprio dietro tziu Bertocchi) e, in piedi in fondo, con la camicia bianca e il gilet, tziu Dominicu Demontis.
Mamma e quella seduta con il vestito nero: aveva diciasette anni.

Mia Nonna e il mare mai visto

Una foto “formato visita”, o meglio una “fotografia artistica”, come riportato sul retro, scattata dallo studio “Carmelina Cumis”, presumibilmente nel 1916, ritrae mia nonna Francesca Lande e mio zio Antonio Luigi, fratello più grande di mia madre.
Mia nonna indossa il costume tipico di Orani e, nonostante l’apparenza, ha poco più di vent’anni, mentre mio zio ha poco più di un anno.
La foto venne scattata, non ricordo bene, a Tempio o a Ozieri, dove mio nonno Daniele era richiamato come “riservista” durantela PrimaGuerraMondiale.
La foto, scattata con l’evidente intento di lasciare un ricordo al marito sotto le armi, documenta anche il viaggio più lungo che mia nonna abbia mai intrapreso: un viaggio col carro trainato dai buoi durato circa tre giorni.
Nonostante vivesse in Sardegna, mia nonna è morta nel 1966 senza aver mai visto il mare.

Quando a Orani era di moda il “beat”

C’è un sito su internet (http://www.giulianosalis.it), curato da Giuliano Salis, storico personaggio della musica rock in Sardegna, che riporta una galleria fotografica di gruppi musicali sardi, dai primi anni ’60 sino agli anni ’80. Tra i tanti gruppi anche una foto degli “Zero” di Orani.
A parte che non si tratta della storica formazione degli “Zero” (quella, per intenderci, con Nicolangelo Urru e con Nuccio Chironi), mi interessa far notare che quello seduto a sinistra sono io, in una versione pre-capello lungo risalente al 1972 o ’73.
La foto è stata scattata nel cinema parrocchiale , durante un quiz a premi che il prete, Don Puddu, sulla scia del “Rischiatutto” di Mike Bongiorno,  aveva organizzato coinvolgendo i ragazzi di Orani.
L’evento, tutto fatto in casa (il presentatore era Giginu “Camagnola” e la “valletta” la figlia di ziu “Cirra”), richiamava una gran folla di paesani e il trio formato dal sottoscritto, da Nannina Borrotzu (nella foto accanto a me) e da mio cugino Giuseppe Pischedda, alla fine risultò vincitore.
Della foto vorrei far notare anche l’improbabile look beat di Gigi Sanna e Antonio Noli alle chitarre, mentre “Padellino” (l’unico vero “Zero”), in primo piano, accorda la sua chitarra.
 

Orani: a scuola negli anni ‘20

Una foto di una classe elementare di Orani dei primi anni ’20. La classe è in “gita” a Gonare e, ricordando quanto mi diceva mia mamma, quella che regge la bandiera della scuola è la figlia della maestra.
Nella foto, il maschietto quarto da destra, è mio zio Antonio Luigi D’Agostini, fratello di mia mamma, morto durante la guerra di Spagna.
Conosco i nomi di molti degli altri, bambini e bambine, ma lascio agli oranesi che si vogliono cimentare il gusto della scoperta.

Giuliano Gramsci

 Pensavo il 22 gennaio, 120° anniversario della nascita di Antonio Gramsci, a quel giorno del 2000 quando, a Firenze, ho avuto modo di conoscere Giuliano Gramsci, il secondo figlio di Antonio, venuto in Italia per una serie di iniziative commemorative dedicate al padre.
Quella sera a Firenze venne organizzato un incontro a cura dell’ACSIT, l’associazione dei sardi in Toscana, e Giuliano, in un italiano perfetto, parlò di suo padre, della sua vita di musicista (suonava il clarinetto e aveva insegnato in un conservatorio), dei tanti personaggi che aveva incontrato e conosciuto. A una mia precisa domanda su chi fosse stato il più grande, rispose senza esitazione: “Gorbaciov, l’uomo che più di tutti ha fatto per la Russia”.
Quel giorno Giuliano Gramsci diventò socio onorario del circolo dei sardi di Firenze e gli venne consegnato un quadretto contenente due volantini minuscoli (formato “figurina”, per intendersi) commemorativi del padre, stampati in clandestinità quando, nel 1937, inizio a circolare la notizia della morte di Antonio.
Io di quell’incontro conservo una foto un po’ scolorita e il ricordo di una grande emozione per un personaggio che ha fatto scrivere al padre alcune delle pagine più belle che è possibile leggere nelle “Lettere dal carcere”.
Giuliano Gramsci è morto a Mosca nel luglio del 2007. Aveva 81 anni.

Documenti riservati

Per cause del tutto fortuite, alcuni anni fa sono entrato in possesso del mio libretto scolastico delle elementari. un documento, come riportato nell’interno della copertina, che “riveste carattere di riservatezza”, destinato poi al macero una volta passati 20 anni dal conseguimento della licenza elementare.
Il libretto era una sorta di scheda personale e, oltre a informazioni di tipo didattico, raccoglieva notizie sintetiche anche di tipo privato, sulla famiglia dell’alunno o su problemi particolari dello stesso.
Il mio libretto inizia con l’anno scolastico 1964/65, quando frequentavo la terza elementare e l’insegnante era il maestro Francesco Ticca.
Intanto nelle notizie sull’ambiente familiare si registra un “poca possibilità di sussistenza” che, per quanto a casa non si navigasse nell’oro, mi fa pensare molto a quelle situazioni disperate dei romanzi di Hugo o di Cronin.
Il mio sviluppo fisico risulta “normale” e sono “aperto” nel gioco. Il rendimento scolastico registra una sfilza di “molto”, compreso nella religione, e viene sottolineato un “particolare interesse per l’espressione figurativa”.
L’anno successivo, in quarta elementare, l’insegnante è il maestro Attilio Foddis.
Intanto la situazione è cambiata e viene annottata una “buona possibilità di assistenza” da parte dell’ambiente familiare. I giudizi sul rendimento sono simili all’anno precedente e vengono messe in risalto le capacità nel “calcolo orale e scritto e nelle intuizioni di aritmetica e di geometria”. Anche il maestro Foddis annota l’interesse spiccato per “disegno e scultura”.
Nel 1966 si passa in quinta elementare, sempre con il maestro Foddis. I giudizi non si discostano dall’anno precedente e spiccano i due “molto” per attività artistiche e attività manuali e pratiche.
Il libretto, poi, riservava alcune pagine per un giudizio finale da compilare da parte dell’insegnante “con la massima ponderazione, tenendo presente che, siccome sarà trascritto sul libretto delle scuole medie, costituirà il punto iniziale di riferimento sulla personalità dell’alunno nelle valutazioni successive”.
Ebbene, il giudizio del maestro Foddis che mi ha traghettato dalle elementari alle medie è il seguente: “Intelligente, aperto, vivace, socievole e volonteroso segue con profitto in tutte le materie, ma le sue preferenze vanno al disegno e alla scultura, soprattutto lavoro in ceramica, come ha dimostrato lavorando la creta. E’ sempre calmo e sereno, sempre pronto a polemizzare con tutti e a lanciare a tutti le sue satire”.
Che dire? Ai posteri l’ardua sentenza!!

Evoluzione…

Una serie di foto montate in sequenza per testimoniare l’evoluzione della specie … http://www.youtube.com/watch?v=XlG5B5cZpxE

Io

Angelino Mereu, nato a Orani in provincia di Nuoro.
Diplomato all’Istituto d’Arte di Nuoro. Residente a Firenze dal 1975.
Sposato nel 1980 con Enrica. Nel 1982 è nata Arianna.
Sempre nel 1982 ho iniziato a lavorare alla Confesercenti, dove ancora lavoro.
Libri, acquerello, incisione, arte, artisti sardi, viaggi, fotografia, blues, mercatini, curiosità varie e, soprattutto, amici: Questi i miei interessi.

40 risposte a “cose mie

  1. posso garantire quanto sopra.
    lo sopporto più o meno dall’82 ed è tutto vero!!!!

  2. ciao…dopo tanto anni scopro una persona speciale ‘questo blog e molto carino…e comunque abbiamo molte passioni in comune.Hai una moglie speciale,complimenti sono entrata nel suo sito e ho scoperto tante cose belle su di lei.Mi ricordordo negli anni 80 di avervi incontrato a Firenze in una fiera per erboristi. La passione di tua moglie è andata avanti visto le cose meravigliose che scrive.un caro saluto marianna

  3. bugiardo…..

  4. brigida de murtas

    sono la unica nipote di Mario De Murtas e molto felice per vedere mio nono a suo blog
    sono restauratrice e lavoro in Brasile.Ho stato a Alghero per stare com mia Zia Angela Mossa in 2008.Bellissima citta. Me piace ritornare a Sardegna….
    scusi per mio italiano cosi cosi…..

    • Salve Brigida,
      mi fa molto piacere leggere la tua lettera. Tuo nonno, Mario De Murtas, è stato un grande artista, anche se quì in Italia molti non lo conoscono. Tra l’altro so che lui ha lavorato molto anche in Brasile, dove ha illustrato tanti libri.
      Se hai materiale da inviarmi (articoli di giornale, immagini, ecc.) sul suo lavoro, mi farebbe piacere riceverlo.
      Un caro saluto dall’Italia
      Angelino

  5. MI piace leggere e vedere cio’ che scrivi e rappresenti. sono un appassionato della nostra stupenda e vria cultura materiale spontanea e non della sardegna . abito e vivo ad ottana .
    anni fa sulle tracce di remo branca ho scoperto le meraviglie artistiche del legno di orani dal 1926 al 1934 ( ultima fiera dellartigiANato a FIRENZE, DOVE DOVREBBE AVER PARTECIPATO UN QUALCHE ARTISTA ORANESE. TRA L’ALTRO PREMIATO IN UNA QUALCHE SESSIONE DI MEDAGLIA D’ORO.
    DI QUESTO ARTISTA HO AVUTO MODO DI CONOSCERE UNA NIPOTE. CHE SI DEDICAVA ALLA DECORAZIONE PITTORICA DELLE SPALLIERE DEI LETTI IN FERRO BATTUTO DI ALTRO favoloso artista di orani.
    questa sig.na risultava allora custode degli ornamenti dell’altare della madonna di gonare e prioressa con titolarita’ di accesso con chiave della chiesa del rosario.
    se cio’ che scrivo e’ veritiero vorrei essere aiutato a ricostruire questo percorso sino a remo branca.
    di seguito ti diro’n perche’ e anche cosa c’entra Ottana con Orani a Firenze.
    saluti

    • Gentile Giuseppe,
      ti ringrazio per l’attenzione che dedichi al mio blog.
      Remo Branca frequentava molto Orani, come dimostrano diverse sue opere che ritraggono scorci del paese, e come ho potuto riscontrare in alcuni scritti.
      Io manco da Orani dal 1975, e quindi tutta una serie di contatti li ho persi, però se ti posso essere d’aiuto lo faccio volentieri.
      Fammi sapere.
      Saluti
      Angelino Mereu

  6. in questo blog c’e’ una cartolina dove e’ visualizzato un carro a buoi carico di fASCINE CON A FIANCO IL CONDUTTORE CONTADINO CHE PASSA DIFRONTE AL FUTURO TABACCHINO DI JUANNE SEDDA.
    BENE L’OPERA PRIMA OMAGGIATA DI MEDAGLIA D’ORO E’ UN CARRO A BUOI CON CONDUTTORE E PUNTERUOLO SCOLPITO IN UN UNICO PEZZO DI LEGNO . LO SCULTORE DOVREVA ESSERE CERTO GIOVANNI MARIA SEDDA O SIMILE . L’OPERA E’ SCOMPARSA E’ A BFIRENZE E STAREBBE DEGNAMENTE ALL’INGRESSO DEL MUSEO NIVOLA. SE RITORNASE.INOLTRE SAI COSA SIGNIFICA NI NOSTRI PAESI QUANDO RIENTRAVA A CASA UN GIOGO DI BUOI PRECEDENRTEMENTE RUBATO ?

  7. L’ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI FIRENZE PULLULA DI SCIENZIATI
    NUORESI AI QUALI PERIODICAMENTE HO CHIESTO DI FRUGARE NEGLI SCANTINATI DI BELLE ARTI A CACCIA DELL’OPERA . MA SENZA ALCUN RISULTATO.

  8. Nel vedere le foto delle due scolaresche ho provato un po’ di nostalgia.La memoria mi ha riportato prorio all’anno scolastico 1964/65 quando chiamata d’urgenza dalla segreteia della scuola elementare di Orani,sono arrivata da Sassari, fresca di studi ,per una supplenza nella quarta della maestra Lina Pes……..Ad Orani ho insegnato per dieci anni e ricordo molto bene quelli che sono stati i tuoi maestri.

    • Salve,
      ricordo bene la maestra Pes, sempre truccatissima e con le unghie rosse di smalto. Ricordo anche che non usava mezzi termini per tenerci a bada, visto che eravamo bambini un po’ vivaci.
      Cordialmente
      Angelino

  9. I miei genitori erano di Orani, ed io amo questo paese. Andata in pensione(40 anni di insegamento)trascorro molti mesi dell’anno nella casa che è stata di mia madre, in Piazza ,,Santa Gruche,,Partecipo con gioia alle varie manifestazioni culturali e non che il comune organizza durante l’estate,visito luoghi,siti archeologici nelle vicinanaze,giro nel paese alla scoperta di angoli di cielo,comunico con la gente perchè non voglio dimenticare il dialetto che tra loro parlavano i miei genitori e a me non era permesso .
    Un saluto
    Gemma

    • Noi sardi quando siamo lontani dall’isola, riscopriamo un attaccamento particolare alla nostra terra. Noi di Orani, poi, siamo ancora più attaccati e tendiamo a conservare nella memoria tutti i dettagli finendo, a volte, per idealizzare un mondo che non c’è più.
      A me piace, quì da Firenze, vagare nei ricordi e nella memoria e mi diverto a ripensare o rivivere le cose dell’infanzia.
      Poi, ogni tanto, anch’io faccio un salto in paese, per trovare gli amici, i familiari e scoprire i mutamenti di Orani.
      Tornerò anche tra una decina di giorni e poi, probabilmente, a maggio, quando sarà presentato il mio libro “Il Nivola ritrovato” che racconta dei soggiorni in Toscana del nostro illustre concittadino Costantino Nivola.
      Un saluto … oranese
      Angelino

  10. Costantino Nivola era un cugino di secondo grado di mio padre e ne ho un bellissimo ricordo .L’ultima volta l’ho incontrato a Cagliari ,abbelliva il palazzo della Regione con le sue meravigliose creature,molto invecchiato nell’aspetto,ma ancora straordinariamente vigoroso e agile !
    un saluto
    Gemma

  11. Mi sono incuriosita a leggere il commento di Giuseppe e,con assoluta certezza dico che ziu Juvanne Sedda (l’ho conosciuto da bambina) è quel signore seduto davanti alla sua bottega, in primo piano con il cappello:non ha mai aperto un tabacchino,non ha mai scolpito niente,ma era il titolare dell’unico negozio di stoffe,,occhiali,penne stilografiche, articoli da regalo (possiedo alcuni servizi bellissimi acquistati da mia nonna) in Orani in quel periodo; molte foto del paese portavano nel retro il suo nome perchè possedeva la licenza per tale utenza. Con molta probabilità lo scultore in questione è il bravissimo artigiano zio Paolo Cosseddu, padre di Tonino, le sorelle sono state e sono ancora prioresse della chiesa del Rosario.
    un saluto
    Gemma

  12. grazie gemma
    si una sig.na non so se prioressa del rosario ma che comunque era riuscita a farmi entrare nella chiesa dove allora nel 1976 avevo visto ammucchiate dietro l’altare una montagna di testi sacri ammuffiti e ne piango ancora ora.
    ero arrivato a questa sig.na perche’ all’interno della comunita’ di n.s. di Gonare provvedeva a arredare l’altare e a conservare in custodia a casa propria gli arredi di bellissimo broccato e preziosissimi ricami appunto dell’altare. la cosa che mi colpi’ di piu’ era stata la maestria di questa sig.na in gonna e blusa oranese e cun su muccadore in conca nella decorazione pittorica artistica e manuale delle spalliere tutte oranesi dei letti della scuola DI FERRO BATTUTO soprattutto della famiglia ZIRANU.
    in cambio di quel carro riportato a ORANI E comunque in sardegna(per anni la cultura , la storia, l’economia , il territorio, la lingua, i costumi, la letteratura di Orani e Ottana, sono state speculari e in simbiosi) sono disposto a fornire a Firenze Universita’ dei beni culturali e archeologici, gli estremi compresi di pianta e studio assonometrico di una villa Romana che si affaccia sul Tirso, compresa di calidarium , tepidarium , atrio e teatro.

  13. Mi ha fatto piacere conoscere il tuo blog. Mi chiamo Tonino Cugusi, sono nato a Gavoi nel 1951, abito a Nuoro. Lavoro: Direttore della Biblioteca “Sebastiano Satta”. Cell. 3356680924.
    Nota: a Firenze, in Via Dell’Oche 3, c’è il Ristorante “Terra Terra” (terra toscana e terra sarda) gestito da mio cugino Domenico, che ha un giorno meno di me. Un caro saluto Tonino Cugusi

    • Caro Tonino,
      grazie per l’attenzione dedicata al mio blog. Io con Gavoi ho profondi legami, visto che tutti i Mereu sono miei parenti.
      Conosco “Terra Terra” e, più di una volta, ho avuto modo di assaporare “purpuzza” e “tataliu”.
      Se capiti a Firenze fammelo sapere. Io sarò sicuramente in aprile in Sardegna quando presenterò a Orani il mio libro “Il Nivola ritrovato” che ricostruisce il percorso di Costantino Nivola in Toscana tra il 1970 e il 1988.
      Saluti
      Angelino

  14. Ciao Angelino sono Roberto il figlio di Antonio Cosseddu e Maria Demontis la madrina di Andreana, ti mandano i saluti. Non siamo potuti venire alla presentazione del libro per cause di forza maggiore, però mi interessa mi puoi dire dove lo posso trovare?
    Volevo dire (se mi posso permettere) a Gemma e Giuseppe per quanto riguarda il carro a buoi scomparso a firenze, è un’opera di Tonino Cosseddu figlio di ziu Paulu, il periodo del fatto mio padre lavorava assieme a Tonino quindi l’ha vissuto infatti mi ha sempre detto che da allora non ha voluto più partecipare a nessun’altro evento, e circolava voce che il famoso carretto fosse stato visto a casa del sen. Segni.

    • Ciao Roberto, buongiorno.
      Grazie per le informazioni sul “carro scomparso” che, sicuramente, farà bella mostra in casa di qualche signorotto!!!
      Per quanto riguarda il mio libro, la vendita la sta curando la Croce Verde di Orani alla quale saranno devoluti parte degli incassi: senti Andrea Mureddu che dovrebbe avere ancora delle copie disponibili.
      Un cordiale saluto a te e salutami tanto Antonio e Maria.

  15. sono MARIA CAVADA e vagando nel sito ho visto queste pagine che mi hanno portato indietro negli anni,mi ha fatto piacere vedere quelle foto.Ti saluto perchè è molto tardi mi riservo di mandare qualche ricordo comune ,erano gli stessi anni……ciao saluta la famiglia

    • Ciao Maria.
      Ebbene si, quelli erano gli anni nostri. Gli anni in cui ci si forma e nascono quelle amicizie destinate a durare nel tempo.
      Grazie per il commento e un caro saluto anche a tutti voi

  16. Ciao a tutti e, in particolare, a Giuseppe, che ha risvegliato alcuni miei ricordi. Mi chiamo Emilio Prina e intervengo per portare un contributo alla vostra discussione alla quale sono arrivato casualmente navigando sul web. Sono figlio di Peppina Cosseddu, figlia di Paolo Cosseddu e sorella di Tonino e Gonaria. Gonaria è la prioressa di cui parla Giuseppe, colei che per lungo tempo si è dedicata, tra le altre cose, alla decorazione delle spalliere dei letti in ferro battuto (da bambino ho potuto assistere spesso mentre eseguiva tali decorazioni). Ho parlato sia a lei che a mio zio Tonino dei vostri ricordi e devo dire che zia Gonaria si ricorda perfettamente dell’incontro con Giuseppe e della sua visita alla chiesa del Rosario. Peraltro, ancora oggi, è sempre prioressa della stessa chiesa (lo è stata sempre insieme alla sorella Gaetana).
    Paolo Cosseddu, mio nonno, partecipò varie volte alla Mostra Internazionale dell’Artigianato di Firenze. Fu premiato per le sue opere, credo 6 volte, sempre con medaglia d’oro. Il “carro a buoi con conduttore e punteruolo”, scolpito in un unico pezzo di legno, al quale si riferisce Giuseppe fu realizzato da Paolo Cosseddu che, con tale opera, vinse una delle suddette medaglie. Anche suo figlio Tonino, in seguito, come afferma Roberto, realizzò un carro simile a quello realizzato dal padre. Tuttavia, pur non sapendo dove si trovi il carro realizzato da mio nonno, quello realizzato da mio zio è rimasto, diciamo così, “in famiglia”. Paolo Cosseddu era amico di vecchia data di Remo Branca, che ho avuto la fortuna di conoscere da bambino. Credo, ma per esserne certo dovrei chiedere conferma a mio zio Tonino, che Paolo Cosseddu abbia mostrato a Remo Branca come realizzare le xilografie. Infatti, la prima xilografia realizzata da Remo Branca ritrae proprio mio nonno. In seguito, Remo Branca, rievocando le vicende del tempo, regalò questa xilografia a mia mamma che, attualmente, ne è ancora proprietaria. Come ho accennato, in detta occasione, Remo Branca ripercorse i ricordi rendendo partecipe la mia famiglia, di tali eventi e del tempo trascorso allora con mio nonno.

    Con questo intervento spero di aver fatto sufficiente chiarezza sugli eventi di cui parlate. E’ stato un piacere “incontrarvi” e leggere dei vostri ricordi.

    Un caro saluto a tutti.

  17. Ciao a tutti e, in particolare, a Giuseppe, che ha risvegliato alcuni miei ricordi. Mi chiamo Emilio Prina e intervengo per portare un contributo alla vostra discussione, alla quale sono arrivato casualmente navigando sul web. Sono figlio di Peppina Cosseddu, figlia di Paolo Cosseddu e sorella di Tonino e Gonaria.
    Gonaria è la prioressa di cui parla Giuseppe, colei che per lungo tempo si è dedicata, tra le altre cose, alla decorazione delle spalliere dei letti in ferro battuto (da bambino ho potuto assistere spesso mentre eseguiva tali decorazioni). Ho parlato sia a lei che a mio zio Tonino dei vostri ricordi e devo dire che zia Gonaria si ricorda perfettamente dell’incontro con Giuseppe e della sua visita alla chiesa del Rosario. Peraltro, ancora oggi, è sempre prioressa della stessa chiesa (lo è stata sempre insieme alla sorella Gaetana).
    Paolo Cosseddu, mio nonno, partecipò a diverse edizioni della Mostra Internazionale dell’Artigianato di Firenze. Fu premiato varie volte, credo 6, sempre con medaglia d’oro, per le sue opere. Il “carro a buoi con conduttore e punteruolo”, scolpito in un unico pezzo di legno, al quale si riferisce Giuseppe fu realizzato da Paolo Cosseddu che, con tale opera, vinse una delle suddette medaglie. Anche suo figlio Tonino, in seguito, come afferma giustamente Roberto, realizzò un carro, simile a quello fatto dal padre, per il dott. Tonino Siotto. Pur non essendo mai stato esposto in alcuna mostra, curiosamente anche quest’opera fu conservata a Firenze in un’abitazione privata. Anche se non saprei dire dove si trovi il carro realizzato da mio nonno (penso sia ancora da qualche parte a Firenze), quello realizzato da mio zio, in seguito ad alcune vicende è tornato, diciamo così, “in famiglia”.
    Paolo Cosseddu era amico di vecchia data di Remo Branca, che ho avuto la fortuna di conoscere da bambino. Credo, ma per esserne certo dovrei chiedere conferma a mio zio Tonino, che Paolo Cosseddu abbia mostrato a Remo Branca come realizzare le xilografie. Infatti, la prima xilografia realizzata da Remo Branca ritrae proprio mio nonno. In seguito, Remo Branca, rievocando le vicende del tempo, regalò questa xilografia a mia mamma che, attualmente, ne è ancora proprietaria. Come ho accennato, in detta occasione, Remo Branca ripercorse i ricordi rendendo partecipe la mia famiglia, di tali eventi e del tempo trascorso allora con mio nonno.
    Con questo intervento spero di aver fatto sufficiente chiarezza sulle opere e sui fatti di cui parlate. E’ stato un piacere “trovarvi” e leggere dei vostri ricordi.

    Un caro saluto a tutti.

  18. Orani: foto primi anni ’20

    Caro Angelino
    Ti scrivo per avere, se posso, alcune informazioni sulla foto della scolaresca in gita a Gonari nei primi anni ’20.
    Vorrei sapere in che anno sono nati i bambini della foto e se potevi darmi alcuni nomi dei fotografati.
    Sono indizi utili per capire se tra loro ci sia o meno mia nonna Giuseppina Moro (1915-2001)
    Ti ringrazio e ti stimo per il tuo lavoro della memoria con il tuo blog

    • Cro Andrea,
      la classe della foto dovrebbe comprendere bambini nati intorno al 1916 (mio zio era di quell’anno). Ti invio per mail uno schema con indicati i nomi (o le indicazioni) delle persone che sono state individuate.
      Un caro saluto e grazie per i complimenti
      Angelino

  19. Ciao Angelino,
    sono Maria Forno, mentre girovagavo sul web sono finita per puro caso sul tuo blog; ti faccio i complimenti per il bellisimo lavoro che fai per riportare alla luce fatti e avvenimenti del passato che riguardano il nostro paese e non solo…Leggendo i tuoi post traspare un amore smisutato per la nostra terra, una grande passione e una profonda cultura che condividi con i visitatori della rete.
    Ho ritrovato una foto che mi riguarda in particolare, quella del post ‘quando a Orani era di moda il Beat’; facevo parte della giuria insieme a Tonino Rocca e Mario Zichi e ho la foto che sembra la parte mancante a quella da te pubblicata dove si vede il presentatore Camagnola e il cantante Michele Mureddu degli Zero e la giuria .
    Saluto con simpatia te e la tua famiglia, sperando di poterci incontrare durante i tuoi soggiorni sardi.

    • Ciao Maria,
      mi fa piacere leggere il tuo messaggio. Grazie per i complimenti.
      Il lavoro di ricerca nasce sicuramente dalla curiosità, ma soprattutto dal grande e profondo legame con Orani che, col passare degli anni, sempre più si consolida.
      Un caro saluto anche a te e ai tuoi cari.
      Angelino

  20. E’ un blog sobrio ed elegante. Veramente belle le fotografie e le cartoline di Orani e di Nuoro. Io sono di Nuoro ma a Orani sono molto affezionato e ho tanti bei ricordi. Mio nonno gestiva l’ufficio Postale di Orani (in antichità) e le sorelle di mia madre (Ignazia e Marianna Bussalai) vi hanno sempre vissuto. Anch’io conservo fotografie di Orani. Alcune delle quali sono molto antiche. Saluti domenico.

    • Caro Domenico, grazie per l’apprezzamento.
      Ho conosciuto tua zia Ignazia e, per i tanti racconti sentiti su di lei, ho quasi l’impressione di aver conosciuto anche Marianna. Due grandi donne le tue zie, che hanno dato lustro e importanza a Orani.
      Un caro saluto da Firenze e l’invito a pubblicare le foto di Orani in tuo possesso.

  21. Giovanna Nieddu

    Complimenti per il suo blog, bello leggere di Orani così come era bello sentire i racconti da mio padre. Anche lui nato a Orani, nel 1934. Ancora ci abita un cugino e spero di ritornare presto nei posti in cui ha vissuto babbo da piccolo.

  22. A Orani vive ancora il cugino di Babbo. Graziano, la mamma si chiamava Dina Borrotzu. Mio padre Dino, mio Nonno Antonio e mia nonna Maria Rubeo. Sono andati via da Orani quando Babbo aveva circa 16-17 anni quindi nei primi anni 50. Anche se ha vissuto dai 20 anni fino ai 78 ad Oristano ha portato sempre nel cuore la sua (e la nostra, abbiamo ereditato l’amore per il suo paese d’origine) Orani. Belli i suoi tanti tanti ricordi…

    • Ricordo benissimo tzia Dina e, ovviamente, Graziano. Io sono stato a Orani fino al 1975 e da casa s’andava sempre al mulino per macinare il grano e l’orzo. Con Graziano ricordo anche qualche animata discussione politica, visto che non la pensavamo proprio alla stessa maniera …
      Grazie per i complimenti e per l’attenzione dedicata al mio blog.
      Saluti da Firenze
      Angelino

  23. il mitico mulino 🙂 Quanti racconti…
    Un saluto da Oristano
    Giovanna

  24. Annina Manconi

    Interessante….io sono una nipote di Mereu Daniela.Volevo chiedere se in quella foto di gruppo in gita a Gonari c’e’mia zia .Grazie.

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