Il mondo visto da una sedia

1926: Babbo a due anni. Vestito da fraticello, con tanto di cordone alla cintola, per un voto a S.Francesco. Sta in piedi su una sedia e, da un esame ingrandito della foto, si notano gli scarponcini chiodati (cusinzeddos) di produzione artigianale. Si intuisce anche un fondale “rurale”, visto che in un angolo si intravvedono tre galline intente a becchettare.

1948: zia Elena ha tre anni. Vestita da suora, credo per voto a Santa Rita, sembra che tenga in mano un giocattolino. Calzettoni di lana grezza, probabilmente realizzati da nonna ai ferri, e anche in questo caso scarponcini sicuramente frutto del lavoro di qualche calzolaio di paese. Dall’ambiente “rurale” sono sparite le galline ma si intravvede una porta, con il vecchio sistema di chiusura a “cricchetta”, che per stare aperta necessita di un bel blocco di mattone (una cothza).

1950: zio Mario ha un anno. La sedia è più o meno la stessa e continua a svolgere la sua funzione di luogo prescelto per far vedere il mondo dall’alto ai bambini Mereu. I tempi cambiano e ai piedi compaiono un paio di sandaletti “con gli occhi”, acquistati nel negozio e non dovuti alla mano di qualche artigiano. Lo zio ha dismesso gli abiti religiosi e indossa un pagliaccetto con pettorina: forse nel 1950 iniziavano a usare i vaccini che, in quanto a preservare i bambini, si dimostravano più efficaci dei voti dedicati ai santi.

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